Covid e procedure scolastiche: esiti di tamponi mai effettuati e quarantene non dovute. La segnalazione di una mamma

- Attualità, Segnalazioni, In evidenza

Caos tamponi, quarantene non dovute e la sensazione di essere presi in giro: questo il riassunto della segnalazione da parte di una nostra lettrice, madre di una bambina che frequenta la classe seconda della Scuola Primaria Cairoli

“Una bambina che frequenta una classe diversa da quella di mia figlia, alla Scuola Primaria Cairoli, è risultata positiva al tampone Covid – scrive questa mamma – Da qui è stata attivata la didattica a distanza (DAD) e disposto l’isolamento da parte dell’Usca, la quarantena e l’obbligo di effettuare due tamponi per entrambe le classi”.

Da qui, la prima perplessità della mamma:

Se vogliamo attenerci al protocollo – continua la segnalazione – secondo quanto stabilito dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore della Sanità, i contatti stretti di contatti stretti, se sintomatici, possono fare il tampone dopo 10 giorni e poi uscire o evitare il tampone e poter uscire dopo 14 giorni. Ma secondo la definizione di contatto stretto che troviamo sempre sui siti di riferimento degli Istituti menzionati, non sarebbero da considerare contatti stretti di contatti stretti neppure i compagni della stessa classe, in quanto utilizzano ogni giorno i DDP (dispositivi di protezione), distanziamento, mascherine, visiere. Eppure questi bambini sono costretti a stare a casa, a fare i tamponi, a vedersi negato il diritto di poter continuare ad andare a scuola. Mi chiedo: perchè?

La procedura da seguire: https://www.costruiresalute.it/?q=coronavirus-sicilia#tab-6

La mamma che ci scrive ha richiesto spiegazioni alla Dirigente dell’Istituto, al Sindaco, all’USCA e all’Asp, “ma nessuno ci ha dato risposta” – puntualizza. 

Ad aggravare la situazione inspiegabile è un altro fatto che, di certo, potrebbe sollevare perplessità sulla validità e l’adeguatezza dei controlli effettuati su soggetti considerati “contatti stretti di contatti stretti”.

Io e mio marito – continua la mamma – abbiamo deciso di non fare il tampone a nostra figlia e come noi altre mamme pechè avevano già i figli in quarantena da una settimana o qualcuno perchè aveva il figlio in DAD da ottobre. L’USCA, lunedì 22 marzo, ha fatto i tamponi ai bambini delle classi della Scuola Primaria Cairoli interessate e il giorno dopo ha inviato esito di tampone anche a mia figlia e ai bambini che, però, non si erano sottoposti a tamponi. Ma com’è possibile che sia avvenuta una cosa del genere?

La signora non interrompe qui il racconto, ma aggiunge un altro episodio:

Qualche giorno dopo, mio marito riceve un messaggio sul suo telefonino in cui gli viene comunicato un codice per verificare l’esito di un tampone che anche lui non aveva mai fatto, il codice fiscale indicato però corrispondeva al suo“.

La sua richiesta, tramite il nostro giornale, è quella di ricevere al più presto delle risposte dalle Istituzioni preposte alle quali lei ha scritto e di attivare tutte le procedure di controllo e verifica che si stanno adottando

 “Si sta giocando con la salute psichica delle persone e stiamo costringendo i nostri figli a un isolamento che avrà effetti deleteri sul loro futuro. In quello che vi ho raccontato, la procedura è certamente scorretta, peggiore è l’atteggiamento di chi dovrebbe dare risposte e rassicurare la popolazione in un momento così delicato dopo un anno di pandemia. Pensare che ci stanno prendendo in giro è davvero deludente, oltre che svilente, ma non so più a chi rivolgermi per segnalare la cosa. Scrivendo a voi, probabilmente, qualcuno darà a me e a tutti coloro i quali non sono soggiogati dalla paura un chiaro quadro della situazione” – ha concluso.

24live rimane a disposizione per l’eventuale replica delle Istituzioni a cui la signora si è rivolta.

 

 

 

FLACCOMIO GIF