Giovane promessa dell’atletica leggera: Martina Fabio per #8Marzo24live. L’intervista

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Continua la settimana in onore della Giornata Internazionale delle donne con il quarto appuntamento di #8Marzo 24live. Con le donne, per le donne.

La protagonista di oggi è una giovanissima atleta, Martina Fabio, di Capo d’Orlando. Classe 2008, scopre la corsa a soli 7 anni: un vero e proprio colpo di fulmine. E’ già una promessa dell’atletica leggera grazie al suo talento e alla sua passione.

A presentarla, il suo allenatore Nunzio Scolaro che afferma: “Martina, nonostante la sua tenera età, ha un amore sconfinato per la corsa e questa è la caratteristica che la contraddistingue. Ha partecipato a numerosissime competizioni sia a livello provinciale che regionale e spesso ha primeggiato. E’ una bambina che riesce in ogni sport praticato. Nonostante le sue spiccate doti, cerco di farle vivere questo sport come un gioco, un divertimento. Credo molto in lei.”

L’intervista

Come nasce il tuo amore per l’atletica leggera, in particolare la corsa?

Credo che sia l’amore che la passione per l’atletica nascano con me, ho sempre desiderato correre! Sin da piccolissima sfidavo mio nonno sui 50 mt, fin quando la mamma ha conosciuto per caso il mio allenatore: Nunzio Scolaro e lui si è offerto di farmi provare. Si vede che era destino. Mi sono ritrovata così, all’età di 7 anni, a far parte del mondo della FIDAL ed a vincere per la Podistica Capo d’Orlando le mie prime medaglie. Non finirò mai quindi di ringraziarlo per avermi preso sotto la sua ala e per avermi accompagnata in questi 5 anni alimentando la mia passione attraverso soprattutto il gioco e la spensieratezza.

Così piccola, ma già una giovane promessa sportiva. Quanto la tua famiglia ha influito sulla tua crescita in questa direzione?

Devo ammettere tanto, tantissimo! La mia famiglia mi ha supportato sin dall’inizio, accompagnandomi in ogni competizione che, in alcuni periodi, mi vedeva impegnata anche ogni fine settimana con levatacce ad orari impensabili. Penso che nulla sia dovuto e quindi per questo credo che le mie vittorie siano frutto  anche del loro sacrificio.

Qual è il ricordo più bello della tua carriera agonistica? Che immagini hai davanti ai tuoi occhi?

Se proprio devo scegliere, tra i tanti ricordi che ho collezionato, probabilmente il più bello è aver conquistato il titolo di “campionessa provinciale di corsa campestre”. Le mie rivali erano infatti talmente forti che quasi stentavo a credere di essere riuscita a batterle e per questo motivo per me è stata ancor di più un’emozione intensa. Un’immagine che non mi abbandonerà mai è invece quella di quando ho vinto il primo posto nella corsa campestre tenutasi a Milazzo per conto della scuola media che frequento (E. Mancari di Capo d’Orlando), dove concorrevano i finalisti degli Istituti della provincia; impagabile la faccia dei miei compagni e del prof. di motoria al mio arrivo…

Cosa ti piace dell’atletica e che cosa, potendolo decidere, ti piacerebbe che cambiasse?

Dell’atletica mi piace il fatto che sia uno sport completo, molti erroneamente infatti la identificano solo con la corsa, invece raccoglie varie discipline come per esempio il salto in lungo, quello in alto e il lancio del vortex che mi appassionano parecchio. Una cosa che cambierei è la poca importanza che le si dà, ogni paese dovrebbe possedere un suo campo ed ogni scuola una sua palestra ben attrezzata.

Parlaci un po’ della tua routine di allenamento… Quanti giorni ti alleni? Come hai vissuto il periodo della pandemia?

Tempo permettendo, mi alleno in media 3 giorni a settimana, 2 volte con il mio allenatore ed una volta in solitaria correndo sul lungomare di Capo d’Orlando. Purtroppo nel mio paese non esiste un campo attrezzato di atletica e quindi dobbiamo arrangiarci come meglio possiamo. Ovviamente durante il lockdown non ho potuto far altro che svolgere brevi corsette nel parcheggio di casa mia e qualche esercizio online con mister Nunzio e i miei compagni di squadra.

Cosa significa per te “8 marzo”?

L’8 marzo rappresenta per me un’occasione per riflettere sull’argomento. L’uguaglianza di genere è purtroppo lontana dall’esser raggiunta ed è spesso ostacolata da insormontabili problematiche sia legislative che culturali. Malgrado i notevoli progressi, il cambiamento raggiunto negli ultimi anni è per me sempre troppo irrisorio. Per questo motivo, l’8 marzo di ogni anno, rappresenta un’opportunità imperdibile per sensibilizzare e cercare di porre fine alla violenza di genere, reclamare giustizia economica e pari diritti per tutti, qualunque sia il loro sesso.