Barcellona solidale, una coppia ha cambiato il destino alla “clochard” della stazione AST

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Una clochard, una vita che sembrava perduta e un gesto di solidarietà che ha cambiato le sorti di un destino in apparenza ormai segnato.

Sono questi gli elementi principali di una storia a lieto fine che riempie di speranza il primo scorcio del 2021 vissuto finora all’insegna del distanziamento sociale, a causa delle restrizioni imposte per la limitazione del contagio da Covid 19.

Negli ultimi mesi tanti barcellonesi avevano notato una donna senza fissa dimora, che era solita stazionare nella zona della fermata degli autobus di Barcellona Pozzo di Gotto. Ad attirare l’attenzione erano soprattutto le tante buste di plastica, da cui non si separava mai, in cui metteva insieme tutto ciò che aveva raccolto per difendersi dal freddo e dalla fame.

Il suo nome è Zonia Mazin, 52 anni, di origine rumena, che ha visto concludere con un lieto fine la sua storia, grazie al gesto benefico di una coppia di Barcellona, aiutata da alcuni amici insieme ai quali ha ridato la speranza di una nuova vita alla donna.

Zonia era giunta in Italia in cerca di fortuna circa quattro anni fa. Aveva iniziato a lavorare come badante presso una famiglia di Giammoro e poi, non si bene per quale motivo, si era trasferita a Barcellona, dove ha vissuto per anni di espedienti e di qualche spicciolo che le veniva offerto dai passanti. Nell’ultimo periodo, come detto, ha stazionato nella zona della fermata degli autobus dell’AST di Barcellona, dove era facile notarla, perché portava con sé un gran numero di buste che si usano al supermercato, dove conservava praticamente tutto ciò che aveva. Zonia, seppur con qualche disagio mentale, mostrava una cura maniacale della pulizia a chi la aiutava. Spesso chiedeva solo l’opportunità di lavarsi le mani e il viso.  

La storia dell’unica “clochard” di Barcellona è cambiata a Natale 2020, quando una coppia barcellonese, che vuole rimanere anonima, ha preso a cuore la sua situazione. Ha prima iniziato a portarle un pasto caldo per la cena e poi, dove aver raggiunto una certa confidenza, ha scoperto la sua provenienza e le prime informazioni sulla sua storia. La coppia ha quindi contattato un amico, sposato con una donna rumena, che si è offerta da interprete. In questo modo ha avuto modo di apprendere altri dettagli sul passato della donna, a cui ha garantito dalla fine di dicembre anche un tetto durante la notte. Fino ad allora Zonia dormiva per strada, o sotto le pensiline della fermata degli autobus, o all’interno di qualche rudere abbandonato.

La coppia è riuscita a sapere l’esatta zona di provenienza di Zonia e tramite il consolato rumeno di Catania sono state avviate le ricerche per sapere se vi fosse qualche congiunto in Romania. E’ stato così individuato il figlio, che vive nel paese balcanico e che è stato rintracciato anche telefonicamente. E’ stata prospettata, quindi, la possibilità di rientrare in Romania alla donna0, che l’ha accolta con gioia. La coppia barcellonese si è attivata con il consolato per produrre la documentazione necessaria per il viaggio, a partire da un documento d’identità valido, perché la donna aveva con sé la fotocopia di una vecchia carta d’identità rumena ed un’altra elettronica rilasciata in Italia, probabilmente nel periodo in cui lavorava come badante. La stessa coppia si è fatta carico dei costi del biglietto per il volo Catania-Bucarest, attivando anche la Protezione Civile per accompagnarla fino all’ingresso dell’aereo. Il volo è partito sabato scorso ed accoglierla in Romania ha trovato il figlio, che lavora come libero professionista in quella terra e che aveva perso le tracce della madre.

Nel viaggio di ritorno ha portato con sé poche cose, lasciando a Barcellona quelle buste con cui si accompagnava e che si è scoperto dopo contenevano alcune coperte, qualche vestito, insieme altri effetti personali. Sono state trovate anche le asciugamani, che usava dopo essersi lavata, e addirittura alcune pentole, segno evidente del desiderio di avere in qualche modo una casa dove vivere.

L’auspicio è che, con l’affetto del figlio, Zonia possa ritrovare un po’ di serenità, superando anche il disagio mentale alimentato dal modo in cui ha vissuto gli ultimi anni a Barcellona. Nella città del Longano ha trovato non solo chi la guardava con sospetto, ma anche chi ha saputo andare oltre l’apparenza, tendendole una mano e provando a cambiare il percorso di una vita che rischiava di essere perduta.