L’Assessorato regionale delle autonomie locali giudica fondato l’esposto presentato da sei consiglieri comunali Melangela Scolaro, Ilenia Torre, David Bongiovanni, Antonio Mamì, Raffaella Campo e Gabriele Sidoti, sulla gestione dei lavori in consiglio comunale nel primo scorcio della nuova consiliatura. Gli stessi avevano lamentato il comportamento del presidente Angelo Paride Pino, che secondo l’esposto “avrebbe messo in atto diverse violazioni del dettato regolamentare, volte a sfavorire la partecipazione in aula dei consiglieri dissenzienti e ad assicurare che il dibattito venisse escluso quando non conveniente per qualcuno”.
La risposta della Regione ha sostanzialmente confermato la tesi dei consiglieri, che avevano lamentato le modalità di gestione degli interventi durante i lavori in aula. L’Assessorato fa riferimento all’art. 26 del regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale, che stabilisce come per la discussione generale va riconosciuto ad ogni Consigliere il diritto di intervenire in aula per un tempo di 15 minuti ed altri 5 per la dichiarazione di voto: “Nulla viene indicato per quanto riguarda gli interventi sulla discussione degli emendamenti presentati e pertanto si dovrebbe applicare lo stesso articolo del regolamento”.
I funzionari regionali concordano anche sulle critiche alle modalità di composizione delle commissioni consiliari permanenti: “Si è riscontrato che la composizione delle medesime non è avvenuta in rispetto dell’art. 59 dello stesso regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale, relativamente ai termini assegnati per la designazione. Secondo l’indirizzo giurisprudenziale, il criterio proporzionale può dirsi rispettato ove sia assicurata la presenza di ogni commissione di ciascun gruppo presente in Consiglio, in modo che, se una lista è rappresentata da un solo Consigliere, questi deve essere presente in tutte le commissioni costituite”.
Il Dipartimento regionale ribadisce come non abbia competenza per sospendere gli effetti degli atti emessi, sottolineando che per i consiglieri c’è l’opportunità di ricorrere la autorità giudiziarie competenti sotto l’aspetto amministrativo, senza escludere l’ipotesi di un ricorso agli organi giurisdizionali, se siano accertati eventuali fatti illeciti penalmente perseguibili.
“La risposta dell’Assessorato delle autonomie locali al nostro esposto – affermano i sei consiglieri in una dichiarazione congiunta – nonostante il tentativo di confondere le acque ad opera del Segretario Giuseppe Torre, restituisce giustizia a quanto subito dai consiglieri comunali in questo primo scorcio di consiliatura ad opera del Presidente Pino, confermando le lamentate violazioni del dettato regolamentare, volte a sfavorire la partecipazione in aula dei consiglieri dissenzienti e ad assicurare che il dibattito venisse escluso quando non conveniente per qualcuno. Di fronte ad un esito talmente eclatante è ancor più evidente la totale inadeguatezza dell’attuale Presidente del Consiglio a ricoprire tale ruolo con imparzialità, fatto del quale la stessa maggioranza dovrebbe prendere atto, e ne chiediamo quindi le immediate dimissioni, riservandoci di porre in essere tutte le azioni previste dall’ordinamento affinchè venga ridata agibilità democratica al Consiglio Comunale”.














