Due giovani concittadine hanno discusso ieri le loro tesi di Dottorato in Medicina molecolare presso l’Università Statale di Siena.
In tempo di COVID-19, le due dottoresse non hanno avuto scelta. Si sono collegate dalle città nelle quali oggi vivono e lavorano per essere proclamate con il massimo dei voti. Si tratta di Angelica D’Amore ed Enrica Pellegrino.
Il titolo della tesi di Angelica D’Amore è “Next Generation Molecular Studies of Hereditary Spastic Paraplegias in Human and Zebrafish”. La maggior parte del lavoro è stato condotto presso l’IRCCS Fondazione Stella Maris di Pisa, con l’attenta supervisione del dottor Santorelli, in affiliazione con l’Università di Pisa (Prof. Gemignani) e, successivamente, è stato terminato al Boston Children’s Hospital in collaborazione con la Harvard Medical School, grazie all’attenta supervisione del dottor Ebrahimi-Fakhari.
“Al momento vivo a Boston, – racconta Angelica – dove ho appena firmato un contratto con il Boston Children’s Hospital e la Harvard Medical School per iniziare un postdoc qui, con il focus su una particolare forma di paraparesi spastica ad esordio infantile. Il postdoc è svolto sempre in collaborazione con la Stella Maris a Pisa. È sicuramente stato un percorso lungo, con diversi ostacoli ma che alla fine ha dato tante soddisfazioni. Sono riuscita ad ottenere risultati che sono stati pubblicati su diverse riviste scientifiche, anche come primo autore. Ho avuto modo qui a Boston di incontrare famiglie e pazienti affetti con la forma di paraparesi che studio (la AP4 deficiency) e questo ha permesso di dare una marcia in più al mio lavoro. Vedere i loro sguardi e la tenacia con cui ti ringraziano per quello che fai, non ha prezzo”.
Enrica Pellegrino, invece, racconta a 24live.it: “Il titolo della mia tesi è ‘Gene editing of human iPS cells: disease model generation and drug-inducible ablation’. La maggior parte del lavoro è stato condotto presso la Jackson laboratory for genomic medicine in Connecticut (USA), con l’attenta supervisione del professor William Skarnes. L’obiettivo della mia ricerca è stato quello di migliorare il processo per la creazione di modelli di malattia in vitro al fine di permettere uno studio più accurato delle stesse. Al momento vivo a Londra e lavoro al Francis Crick Institute dove ho l’opportunità di poter mettere in pratica e crescere professionalmente, rispetto le competenze acquisite durante i miei studi. In particolar modo, ho avviato, da qualche mese, uno studio sull’ interazione tra cellule umane e il batterio della tubercolosi. Condurre il mio dottorato in un altro Paese – ha aggiunto – è stata senza dubbio un’occasione unica ed al tempo stesso molto impegnativa. E’ stato bello poter confrontarmi sul piano formativo con realtà molto diverse da quelle presenti sul nostro territorio nazionale, ma a conferire valore a questa mia esperienza sono state le persone incontrate con le quali restano forti legami di amicizia e di stima. La mia gratitudine a chi ha sempre creduto in me e supportato in questi anni”.
La Presidente di Commissione, dopo aver proclamato i dodici ragazzi, ha ricordato l’importanza della ricerca scientifica, sottolineando l’attualità che stiamo vivendo in tutto il mondo e ha invitato i candidati a “vivere questo traguardo come punto di partenza al fine di servire l’umanità“.
Da Barcellona Pozzo di Gotto, la commozione dei familiari e degli amici delle due ragazze ha avuto la meglio sul dispiacere di non poter essere presenti o soltanto vicini alle ragazze per un semplice abbraccio. Le discussioni sono state seguite tramite varie applicazioni che in tempo reale hanno permesso a tutti di essere nello stesso luogo, anche se solo virtualmente. La commozione è ancora viva e le congratulazioni alle Dottoresse giungono a loro anche attraverso la nostra testata e da parte di tutti i concittadini come incoraggiamento e ringraziamento per aver preso, in maniera esemplare ed eccellente, la decisione di dedicare la vita alla ricerca.


















