Architettura: BODÀR tra i finalisti del Concorso “Il Parco del Ponte” a Genova

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Lo studio Bodàr Bottega d’architettura è stato selezionato tra i 6 raggruppamenti finalisti nel prestigioso concorso internazionale per il “Parco del Ponte” a Genova, classificandosi al 3° posto della graduatoria finale la cui vetta è stata occupata dall’architetto del Bosco Verticale di Milano Stefano Boeri. Il concorso è stato avviato a seguito degli eventi drammatici del crollo del Ponte Morandi, in sostituzione del quale si sta realizzando il progetto del nuovo ponte progettato da Renzo Piano. Un estratto introduttivo del bando recita:

“Il ponte Morandi in Val Polcevera ha costituito per decenni l’infrastruttura più significativa del territorio genovese, per il suo ruolo di collegamento nel sistema stradale e autostradale cittadino e di accesso alle aree portuale, parte di un più ampio disegno che fa della Val Polcevera un corridoio verso il nord Italia e l’Europa; ma è stato anche simbolo nella coscienza collettiva di una volontà di fare sistema, integrare le identità delle diverse aree e comunità che costituiscono Genova e la sua area metropolitana.Il drammatico evento del crollo del ponte Morandi nell’agosto 2018 ha comportato perdita di vite umane, gravi danni fisici e morali alle persone diversamente coinvolte, anche costrette ad abbandonare la propria abitazione o sede di lavoro. Il crollo ha danneggiato immobili residenziali, produttivi e di servizio, nonché infrastrutture stradali e ferroviarie, producendo pesanti ricadute sul sistema dei trasporti a scala cittadina, portuale e territoriale, nonché sull’assetto socio economico ed ambientale della città ed in particolare del territorio della Val Polcevera. L’obiettivo del concorso era quindi l’avvio di un processo relativo al sistema territoriale e infrastrutturale della Val Polcevera, della comunità sociale e del patrimonio di attività produttive ed economiche, in un’ottica di rigenerazione urbana che assolva esigenze attuali e pregresse e punti sulle risorse offerte dal territorio per interventi sostenibili e innovativi, da selezionare con diverse modalità attuative pubbliche/private”.

L’area oggetto del concorso si trova esattamente sotto il ponte e a cavallo del torrente Polcevera. Si tratta di un’area molto complessa con dinamiche di tipo economico, sociale, culturale e urbano piuttosto delicate, sia per la tragedia che ha interessato l’area, sia per il dicotomico accostamento di realtà spesso non comunicanti tra loro.

Lo studio Bodàr ha fatto parte  del raggruppamento multidisciplinare Coordinato dal noto Studio Corvino+Multari (autori tra le tante opere del restauro del grattacielo Pirelli di Milano), insieme al paesaggista Michelangelo Pugliese, l’urbanista Enrico Formato, l’architetta Luisa Fatigati, l’architetta Lorella Masella, l’economista Piero Rostirolla, l’agronomo Luca Bursier, la società di ingegneria SPI, lo studio Caniparoli di Geologia e ambiente, il team di artisti Inward Osservatorio Nazionale sulla creatività (Rosk&Gomez, truly Design, Giulio Vesprini), con la collaborazione dei giovani studenti e neolaureati Salvatore Ferraioli, Marco Gisonni, Lorenzo Palladino, Rosario Pane, Federico Passavanti, Giuseppe Sorrentino, Marco Staiano, Giacomo Viscovo, Francesco Lucchesi e Edoardo Fanteria.

Il raggruppamento si è candidato alla prima fase di concorso, che ha visto la partecipazione di autorevoli figure internazionali, ottenendo il passaggio alla fase finale del concorso a cui sono stati ammessi solo 6 raggruppamenti.

Durante la redazione del progetto per la seconda fase l’intero raggruppamento ha svolto un workshop sul sito del concorso attivando un serrato dialogo con i diversi interlocutori che costituiscono la comunità del Polcevera e traendone importanti riflessioni utili al progetto.

La proposta del raggruppamento si articolava in un intervento multi-scalare e diffuso che avrebbe coinvolto la costruzione del parco, lo spazio pubblico e ciclopedonale e gli esistenti edifici dei quartieri. Dalla relazione di progetto si legge: Crediamo che la memoria non possa essere demandata soltanto a un luogo – una piazza, una strada, un monumento – ma all’intero quartiere. Pertanto, atto primario della rigenerazione del quartiere sarà la piantumazione di circa 5000 alberi e arbusti, che, per cluster e parti, costruiranno nel tempo la nuova spazialità della Val Polcevera.  In questa riconfigurazione vegetale svolge un ruolo fondativo quello che il progetto definisce transetto, vuoto centrale sottoposto al nuovo viadotto autostradale, definito da una fitta vegetazione lungo i margini Nord e Sud. Luogo in cui l’assenza si fa memoria, struttura del parco e innesco della piazza del quartiere, la collina-giardino della memoria, arena naturale che si affaccia su via Porro, alla quale fa da testata. Tema di portata simbolica viene trasformato in uno spazio attivo, positivo e delle possibilità sociali. La parte minerale costituita da lunghe cordonature in pietra verde della Val Polcevera, porterà scritte le storie di quanti hanno perso la vita nel tragico evento, un testo da condividere con il comitato dei parenti delle vittime“.