L’arte nel terzo atto dell’Animangelo in mostra al villino Liberty di Barcellona

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L’arte non è solo belle figure e graziose statuine. L’arte non lusinga soltanto la vista con belle forme ma parla al cuore e alle menti, a volte colpisce allo stomaco senza trattenersi. Con “Animangelo Atto Terzo” l’arte alza la voce, reclama il suo spazio, va giù duro, scuotendoci tutti. La proposta culturale del gruppo artistico “Agaveblu” si rinnova, dopo le edizioni precedenti. Arte e cultura, che talvolta alle anime semplici insuperbite dal materialismo appaiono inutili distrazioni, sono ben più di un lusso, sono il luogo dove le identità prendono forma e dove le tensioni e i punti di vista si esprimono in modo più forte. Il Villino Liberty di Barcellona Pozzo di Gotto, dal 26 ottobre al 22 novembre, ospita la mostra d’arte contemporanea itinerante “Prole – Animangelo III”. Le opere in esposizione sono di Caterina Barresi, Marilena Carbone, Carmen Curcuruto, Ela (Carmela Puglisi), Nino Gentile, Sebastiano Giunta, Dania Mondello, Lidia Muscolino, Luciano Navacchia, Wanda Ozieranska, Carla Poggi, Roberta Serenari e Francesco Sozzi. I temi portanti delle opere sono il disagio degli adolescenti, la crisi dei valori, il disagio sociale, la crisi della famiglia, l’abbandono delle città, la condizione della donna. Ogni singolo quadro è un richiamo all’attenzione, un segnale forte che l’artista lancia. “L’arte ha a che fare con la verità, ci mette in relazione con la verità – dice Sebastiano Giunta, l’artista promotore della mostra – Avrete notato che talvolta le opere d’arte sembrano dire cose simili, succede perché attingono ad un patrimonio comune di valori, di verità, che dobbiamo recuperare”.

La mostra Animangelo nasce da un’idea di Sebastiano Giunta, Nino Gentile e Santino Gatto. Quest’ultimo è un apprezzatissimo poeta e dalla sua produzione poetica provengono le suggestioni che si sono fatte immagine nelle opere degli artisti del gruppo di Agaveblu. La parola “animangelo” è invenzione del poeta stesso, dà il titolo a un suo libro pubblicato da EDAS nel 2015, e indica la condizione dell’uomo odierno che appare sempre più un angelo ferito, un angelo caduto che deve recuperare le ali perdute. Animangelo è un messaggio di speranza, poiché comprendere ciò che siamo è il primo passo per cambiare. “La mostra Animangelo Atto III è un invito a guardare dentro di noi – dice Caterina Barresi – i nostri quadri parlano, in un linguaggio che supera le barriere della ragione per giungere fino all’anima”. Il progetto Animangelo si è articolato in tre fasi, con opere e artisti diversi, sempre nella forma della mostra itinerante. C’è stato Animangelo Atto I a Castroreale, a Barcellona, a Novara di Sicilia e a Montalbano Elicona. Poi Animangelo Atto II “Prole” a Spadafora e a Palermo. Ora Animangelo Atto III “Prole” che è stato prima a Milazzo, a Villa Vaccarino, ed ora è al Villino Liberty di Barcellona Pozzo di Gotto. All’inaugurazione della mostra, a guidare i numerosi presenti c’erano gli artisti Caterina Barresi e Sebastiano Giunta. L’assessore Nino Munafò ha portato i saluti dell’Amministrazione comunale. La presentazione delle opere è stata impreziosita dalla lettura di alcune belle poesie: Caterina Barresi ha letto “Animangelo” di Santino Gatto; Sebastiano Giunta ha letto un suo componimento dal titolo “Una bimba con occhi…”; la poetessa Maria Sottile, ispirata da alcune opere esposte, ha dedicato la sua poesia “Telefono killer” al dipinto di Barresi intitolato “Hikikomori – vita dietro una porta” (olio su tela 100×100) e la poesia “Ferite indelebili” al dipinto di Carmen Curcuruto “Senza Titolo” (anch’esso olio su tela 100×100). La mostra Animangelo III vi aspetta fino al 22 novembre, non perdete l’occasione di farvi scuotere dalla potenza dell’arte.