Dopo due anni sono rientrata a casa, in Sicilia, super entusiasta di poter rivivere i luoghi in cui sono nata e cresciuta, poter andare al mare, in montagna, passeggiare, riscoprire paesaggi i cui ricordi sono un po’ sbiaditi ma sempre presenti. C’era anche l’eccitazione di poter mostrare ad amici lontani un po’ della mia terra, sì perché ne vado Fiera ed avevo, in modo spavaldo, promesso loro di fare un giro per la città. Purtroppo non avevo fatto i conti con la triste realtà! Il primo impatto guidando verso la via di casa mia è stato traumatico, un mix di emozioni tra lo sconforto ed il disprezzo, lo schifo e la delusione, rifiuti sparsi ad ogni angolo della strada e una sola domanda in testa…come si fa a vivere così? Cosa può portare un essere umano a sminuire così tanto il luogo in cui vive da abbandonarci i propri rifiuti? Una vergogna inaccettabile, una di quelle che ci si indigna e si protesta. Quello che invece ho visto, provato e sentito è stato più che altro indifferenza e rassegnazione. Forse anche peggio, perché credo che i miei concittadini abbiano addirittura voltato lo sguardo all’evidenza, puntando il dito su un problema che al momento sembra essere la causa di tutti i mali, quello degli immigrati! E pare anche che a tal proposito, si sia trovato un salvatore, qualcuno in grado di risolvere il malcontento e il malessere, e che possa spazzare via questi sporchi immigrati, più facilmente di quanto si possano spazzare via i rifiuti. Lungi da me farne una riflessione politica, io vivo adesso in un altro continente, ho ripreso a lavorare e vivere in un posto in cui civiltà e rispetto sono cose normalissime, non eccezionali. Ecco un po’ di rabbia mi assale però ripensando alla mia estate trascorsa in Sicilia, al fatto che non ho avuto il coraggio di mostrare la mia città natale ad alcuni amici (per vergogna) e al fatto che nonostante tutto vorrei davvero che qualcosa cambiasse. Perché in fondo non accetto di credere che a furia di stare col naso all’insù non riusciamo neanche più a sentire la puzza che viene dal basso, dalla nostra spazzatura?”.




Barcellona, l’amaro commento di chi torna in città dopo due anni
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