Il Pd di Barcellona boccia il Piano Sanitario del Pd regionale

- Attualità, Politica, Primo Piano

“La pubblicazione del nuovo piano sanitario Siciliano ha messo una pietra tombale sulla sanità barcellonese. L’ospedale di Barcellona ne diviene niente più che un “cronicario” e la stessa proposta di ospedali riuniti, che vedeva la complementarità con l’ospedale di Milazzo, di fatto è naufragata. Il documento metodologico Regionale dice come gli ospedali Barcellona – Milazzo fino ad oggi identificati come ospedali Riuniti dislocati in due  stabilimenti non possono esistere. Apprendiamo dalla stampa come, a parere del Ministero della Salute, gli ospedali riuniti non possono configurarsi come tali “a causa di una distanza superiore ai 500 metri dei due Presidi Ospedalieri”, senza esplicitare su quale normativa si basi tale assunto, a parte il Documento AGENAS del 16 maggio 2016 assurto al rango di Legge (Analoga considerazione non viene fatta per altre Aziende Ospedaliere: ARNAS Civico che dista 1,2 km dall’Ospedale del  Bambin G. Di Cristina, Caltanissetta e San Cataldo che distano oltre 9 km, Garibaldi  Centro e Nesima di Catania articolato su tre Presidi disseminati per la città). Non facciamo una battaglia campanilistica per l’ospedale di Barcellona P.G., ma vogliamo che nel distretto di Barcellona-Milazzo siano presenti la maggior parte delle unità operative. Leggere oggi che sono state soppresse Urologia, ORL, Nefrologia ed Emodialisi non fa altro che impoverire i cittadini che sono costretti ad affrontare a proprie spese il bisogno di Sanità”.“La legge Balduzzi – continua il documento – nel nostro territorio non è stata applicata. Infatti nel distretto Barcellona Milazzo non vengono rispettati i parametri dei posti letto per acuti previsti dallo  stesso decreto in 3,5 per ogni mille abitanti. In atto sono stati previsti per  la zona tirrenica Barcellona – Milazzo 1 posto letto acuto per ogni mille abitanti a fronte del territorio della città di Messina e del  distretto di Taormina  con un rapporto di 5 posti ogni mille abitanti. Perdere l’Urologia sarà un  passo avanti per gli ammalati della fascia tirrenica che dovranno andare a Taormina, così come fanno in atto i malati oncologici abbandonati a se stessi. Si perde il Pronto Soccorso del “Cutroni  Zodda”,  ma Milazzo riuscirà a soddisfare le prestazioni del pronto soccorso  che saranno raddoppiate? Visto che non ci sono i locali per aumentare il reparto di pronto soccorso quale sarà la manovra? Si procederà come per pediatria, dove  pur di spostarla a Milazzo si è preferito eliminare 4 posti letto di ortopedia e traumatologia? Si preferisce sopprimere i posti letto della sanità pubblica a favore di quella privata. In ogni casa di cura convenzionata sono previsti 30 posti letto di chirurgia generale e 10 di urologia , per non parlare di ortopedia e traumatologia e nefrologia e dialisi”.“Come esponenti del PD , portatori di valori di sinistra, non possiamo accettare – prosegue la nota – questo nuovo modello che sopprime le prestazioni del pubblico a favore del privato. La cronaca quotidiana, anche le notizie di sabato con la cancellazione del reparto di otorinolaringoiatria a Milazzo, testimonia che le scelte di riorganizzazione del settore hanno penalizzato e continuano a mortificare il nostro territorio con la conseguenza di non garantire i LEA. A nulla sono valsi gli incontri tra Assessore regionale e Sindaci, nel vuoto cadono i continui appelli che provengono dalla comunità. Non ultimo quello del comitato cittadino che, dopo una serie di incontri con la cittadinanza ed anche con i loro rappresentanti, aveva chiesto un appuntamento all’assessore regionale On. Gucciardi, non ricevendone purtroppo alcuna risposta. Mentre, come leggiamo da un intervento del Rettore dell’Università di Messina, gli incontri sono stati fatti solo ad un certo livello. “Tutte le aziende sanitarie ospedaliere della città metropolitana di Messina, tra settembre ed ottobre 2016 – riferito in un intervista ad un quotidiano locale il rettore Navarra – si sono riunite a più riprese per formulare alle autorità sanitaria regionale una proposta organica di riorganizzazione. Il documento di riordino è stato accolto con grande apprezzamento dall’assessore alla sanità Baldo Gucciardi”, sottolineando come gli incontri con la Regione siano continuati anche per affrontare la questione dell’lRCCS di Messina”.“È noto, inoltre, l’annuncio trionfale – concludono gli esponenti del Pd di Barcellona – con cui l’Assessore Gucciardi presentava il nuovo piano sanitario, così come a ruota seguiva a farne eco l’On Faraone, facendolo apparire come l’atto che salva la sanità regionale, ricordando che venivano applicate anche logiche aziendali di contenimento dei costi e consequenziale razionalizzazione della spesa. Tema questo ricorrente visto che anche Navarra ne parla nel suo intervento sopra ricordato. Tuttavia nessuno ricorda che è mancato il confronto con il territorio. È mancato il coraggio di raccontare a tutti noi la necessità che tale razionalizzazione, penalizzando Barcellona e Milazzo, fosse la migliore possibile. È noto il colore politico del governo regionale e il colore politico dell’assessore onorevole Gucciardi. Il primo afferisce all’area del centro sinistra, il secondo esponente di spicco del Partito Democratico. Lo stesso campo politico nostro, il partito del quale teniamo la tessera. E nonostante ciò noi dissentiamo. Nonostante ciò affermiamo che questa scelta scellerata non ci appartiene. Non ci appartiene perché non è condivisa. Non ci appartiene perché amiamo la logica della trasparenza e del confronto. Nessuna riunione, nessun incontro, nessuna direttiva del PD di Barcellona è andata verso la decisione assunta. Siamo del PD ma questo piano sanitario non può essere fatto in nome nostro”.