Sembrava determinata ad applicare fino in fondo gli obiettivi di tutela e valorizzazione dei beni paesaggistici espressi nel Piano Paesaggistico che dispone la progressiva eliminazione sul territorio degli impianti industriali, e il 5 Novembre scorso, la Soprintendenza di Messina, aveva emesso parere negativo nei confronti del progetto del mega – inceneritore di A2A nella Valle del Mela.
Ma a quanto pare, a detta del Comitato dei cittadini contro l’inceneritore, con la nomina del nuovo Soprintendente, Orazio Micali, la linea sembra essere cambiata in maniera preoccupante. Con una nota del 19 gennaio scorso Micali, infatti, avrebbe chiesto l’annullamento del precedente parere negativo dopo aver valutato la nuova relazione paesaggistica dell’inceneritore, che di fatto resterebbe sostanzialmente immutata.
La nota in questione, inoltre, sembra voler delegittimare non solo il parere negativo del precedente Soprintendente ma anche lo stesso Piano Paesaggistico dell’Ambito 9. “Leggendo la nota firmata da Micali – affermano i cittadini del Comitato – a tratti abbiamo avuto l’impressione di leggere la memoria difensiva degli avvocati di A2A. O anche peggio, visto che nel memoriale di A2A almeno si riconosceva il valore giuridico delle Direttive del Piano una volta che quest’ultimo fosse stato approvato. Nella nota di Orazio Micali invece si mette in dubbio tale valore, proprio adesso che il Piano Paesaggistico è stato finalmente approvato. Sintomatico anche il fatto che nella suddetta nota si cerchi di delegittimare le osservazioni del nostro Comitato, criticando persino il Ministero dei Beni Culturali per aver chiesto alla Soprintendenza di tenerne conto”.
Secondo Micali tale richiesta sarebbe “irrituale”, sottolineando che il“Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela ha pubblicamente dichiarato e manifestato un’opposizione tout court alla realizzazione del progetto di termovalorizzazione”
“Riteniamo – concludono – i contenuti della suddetta nota gravi e potenzialmente lesivi dei beni e dei valori paesaggistici che la Soprintendenza ha il compito di tutelare. Vogliamo almeno sperare che il Dipartimento regionale dei beni culturali non accolga la paradossale richiesta di Micali di annullare il precedente parere negativo della Soprintendenza”.














