nfatti, già la presenza, tra gli altri, di Karim Hendili, responsabile del Centro Mondiale del Paesaggio Unesco, e coordinatore del Progetto Mondiale per il Paesaggio delle Città; di Véronique Dauge, direttrice dell’Ufficio Unesco in Italia con sede a Venezia, unitamente a tutti gli altri responsabili delle Cattedre Unesco tra i quali il “nostro” prof. Paolo Ceccarelli, coordinatore delle Cattedre Unesco del Mediterraneo, ci ha dato l’opportunità di veicolare il “concetto e i temi” del GAL Tirrenico e il nostro interesse nell’ambito dei programmi Unesco, al di là di un possibile anche se auspicabile futuro riconoscimento. Infatti, è importante tenere presente che l’Unesco è un’organizzazione che può essere interessata a casi specifici e sempre se questi rientrano nelle problematiche di cui istituzionalmente si occupa. E siccome, noi del GAL Tirrenico, ci riteniamo persone serie e con i piedi per terra, sappiamo che le cose vanno fatte con professionalità e metodo scientifico. Ciò è fondamentale perché l’Unesco non è riconducibile ad un semplice partner da poter utilizzare a fini propagandistici; una tale ipotesi, ove ventilata ma che non ci interessa, da un lato rischierebbe di far perdere ogni possibile ulteriore opportunità di relazioni, dall’altro non avrebbe alcuna valenza e sarebbe solo foriera di inutili titoli senza costrutto. E’ stata mia cura evitare di affrontare il tema in questi termini quanto, invece, preoccuparmi di instaurare un primo apprezzatissimo e interessante incontro per cercare di far capire che il nostro territorio possiede le potenzialità di un riconoscimento per alcuna tipicità culturali, storiche, ecc., secondo i disciplinari Unesco”.Infatti, com’é noto, il processo di riconoscimento di un bene (nella accezione più ampia del termine) ed il suo inserimento nella World Heritage List Unesco, è complesso e articolato e deve essere strutturato e costruito in maniera attenta e molto qualificata e non è detto che si riesca nell’auspicio. Sono tantissimi i paesi che vi ambiscono e la Sicilia ha già molti riconoscimenti. Ma il nostro territorio è ricco di elementi interessantissimi che ci fanno ben sperare. Proprio il prof. Ceccarelli, che ha fatto da “sponsor” per la nostra causa, mi ha invitato inizialmente a fornire ai funzionari Unesco ed al Coordinamento delle Cattedre Unesco, una prima serie di informazioni sul nostro GAL e del nostro territorio al fine di stimolare l’interesse e il possibile avvio rapporto anche partenariale. Ho pertanto toccato e approfondito innanzitutto i temi del nostro Piano di Azione Locale, molto apprezzato proprio per le tematiche su cui è stato costruito: Reti e filiere di imprese e culturali, e Turismo sostenibile. Discussa anche la necessità di una rinnovata organizzazione infrastrutturale del nostro territorio a partire dalla riqualificazione di collegamenti tra le sponde del Tirreno e dello Ionio. Ho altresì confermato il nostro interesse per possibili collaborazioni su altri temi con la possibilità di compartecipazioni a programmi Europei con proposte progettuali condivise. Tale opportunità potrà essere oggetto di maggior approfondimento sia con l’ufficio Unesco (unico) in Italia con sede a Venezia che con il Coordinamento delle Cattedre Unesco, Munch. Altrettanta attenzione ha avuto il tema di possibili riconoscimenti Unesco per aspetti culturali specifici del e nel nostro territorio e che meritano di essere approfonditi anche con la presenza nel nostro territorio dei funzionari Unesco che ho invitato a venire a visitarci. A tale proposito, ove interessati, dovremo avviare un lavoro di raccolta dei dati di tutti i nostri comuni secondo metodologie che rispettino i disciplinari Unesco e, come ovvio, pensare a occasioni di incontro con l’Organizzazione Unesco nei nostri territori anche, perché no, proprio in occasione di eventi tipici e caratteristici e fortemente caratterizzanti la nostra cultura”.
Gal Tirrenico, si è svolto a Siena l'incontro bilaterale con l'Unesco
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