orse la regina delle menzogne. Già perché nella letteratura scientifica sono ampiamente documentati gli effetti nefasti sulla popolazione degli inceneritori anche di ultima generazione. L’Edipower/A2A, nello scorso mese di marzo, ha fornito una serie di dati al tavolo tecnico dell’Assessorato delle Attività Produttive della Regione piuttosto emblematici.Si prevedono 53,3 tonnellate di CSS da bruciare ogni ora, equivalenti a ben 467 mila tonnellate ogni anno, un dato definito dal movimento NO CSS “enormità degna dei più grandi inceneritori d’europa”. Gli altri dati riguardano la potenza energetica di 54,4 MWe/h, pari ad appena il 5% della produzione energetica attuale della centrale e la concentrazione massima di 0,05 ng/Nmc (nanogrammi per ogni metro cubo) di PCDD/PCDF, vale a dire diossina, nelle emissioni al camino. Cioè la metà dei limiti imposti dalla legge, che non considera la quantità totale di fumi emessi. Tale concentrazione va moltiplicata per i 400.000 Nmc di fumi emessi ogni ora, che fanno ben 20 microgrammi di diossina l’ora. In un anno 175 mg di diossina. Volendo essere buoni- scrivono gli esponenti del Movimento NO CSS- possiamo anche considerare la concentrazione media di diossina dichiarata di 0,025 ng/Nmc, ottenendo in un anno 88 mg. E scusate se è poco, visto che la dose letale della diossina è di 0,001 mg pro kg se consideriamo la mortalità per intossicazioni acute, ma esplica cronicamente effetti mutageni e cancerogeni anche ad esposizioni molto inferiori. Ma attenzione, questi sono solo i dati forniti da A2A, non quelli delle emissioni reali. La legge vigente prevede che la diossina, i metalli pesanti e gli idrocarburi policiclici aromatici non vengano monitorati al camino in continuo (anche perché non esistono le tecnologie per farlo), bensì ogni quadrimestre per alcune ore (ovviamente un siffatto monitoraggio al camino non può avvenire a sorpresa ma necessariamente previo avvertimento dell’azienda). In tutti i restanti 362 giorni dell’anno le emissioni di tali sostanze rimangono avvolte nel mistero, potendo anche superare di migliaia di volte i valori consentiti dalla legge senza che nessuno se ne accorga. E, visto che mandare meno polveri tossiche in atmosfera significa trattenerne di più nei filtri con costi elevatissimi per il loro smaltimento (le polveri tossiche filtrate devono essere smaltite in discariche speciali come fossero scorie nucleari), secondo voi all’azienda converrà mantenere gli stessi livelli di abbattimento anche quando nessuno la controlla?”Grossolane corbellerie che si smentiscono da sole, basta semplicemente documentarsi su che cos’è il CSS. L’Arpa Marche chiarisce abbastanza bene di cosa è fatto il CSS, ovvero frazione secca (sopravaglio) dei rifiuti indifferenziati (in maggioranza carta, plastica, tessili, pannolini), depurata dagli elementi non combustibili (ferraglia e altri inerti). Quindi normalmente sono i rifiuti indifferenziati a costituire la materia prima del CSSData la gravità di tali affermazioni, vogliamo credere che siano almeno in parte frutto di travisazioni giornalistiche. Per convertire la centrale elettrica a questo combustibile spazzatura (nel vero senso della parola) chiamato CSS, bisogna prima avviare una procedura di VIA – Valutazione di Impatto Ambientale, gestita dal Ministero dell’Ambiente. Per avviare la procedura, è necessario che, contestualmente alla consegna dell’istanza al Ministero dell’Ambiente, “il proponente pubblichi su un quotidiano a diffusione nazionale e su un quotidiano a diffusione regionale un avviso in cui è contenuta una breve descrizione del progetto”. Ad oggi non risulta alcuna pubblicazione di questo tipo. Tra l’altro, come confermato ufficialmente dal Ministero dell’Ambiente in una nota in risposta ad una interrogazione dell’ On. Villarosa, “tutte le istanze relative a Valutazione di Impatto Ambientale sono tempestivamente pubblicate, unitamente alla relativa documentazione tecnica sul portale delle valutazioni ambientali” ed ad oggi non risulta nulla avente come oggetto la conversione a CSS della centrale di S.Filippo del Mela”.
Conversione Edipower in CSS, critico il movimento No CSS "Le bugie hanno le gambe corte"
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