Aquilia era, inoltre, considerato con Sem Di Salvo e con il socio Francesco Scirocco, tra coloro che gestivano le imprese del cartello della mafia di Barcellona. Aquilia, in particolare, doveva rispondere di un episodio di estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni di una società alla quale veniva imposto il noleggio a freddo dei mezzi d’opera riconducibili in larga parte a società gestite da Tindaro Calabrese.
Confiscati i beni di Mario Aquilia, imprenditore di Ucria
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