Barcellona, il PD presenta una mozione che tutela il diritto a restare

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Una proposta per contrastare il fenomeno di fuga dei giovani dalla Sicilia e, in particolare, da Barcellona Pozzo di Gotto. Il gruppo consiliare del Partito Democratico ha presentato una mozione, rivolta al sindaco e alla Giunta, che ha come obiettivo il contrasto delle diseguaglianze territoriali per promuovere l’occupazione giovanile e garantire il “diritto a restare” nel proprio luogo di nascita.

E proprio questo diritto rappresenta il cardine della proposta, tramite la quale i consiglieri firmatari (Lorenzo Gitto, Stefano Saija e Antonio Turrisi) denunciano come il posto da cui si proviene rappresenti ancora oggi un motivo che preclude ai giovani opportunità di vita e di lavoro, contrariamente ai principi costituzionali di uguaglianza sostanziale, rimozione degli ostacoli socio-economici e diritto al lavoro, ma anche agli impegni europei come il “Pilastro europeo dei diritti sociali” e la “Youth Guarantee”.

Emergenza giovanile in Sicilia: i dati ISTAT 2025

Il documento, nella parte centrale, riporta i dati più significativi ripresi dalla rilevazione ISTAT 2025 riguardanti la crisi giovanile che mettono in evidenza il quadro complessivo della situazione. In particolare:

  • la Sicilia registra un tasso di NEET (Not in Education, Employment or Training) nella fascia 15-29 anni pari a circa il 22,8%, a fronte di una media nazionale del 13,3% e di una media dell’Unione Europea dell’11%, confermando la nostra Regione tra le aree con la più alta marginalizzazione giovanile dell’intero continente;
  • nonostante una tendenza nazionale alla riduzione, il divario strutturale tra la Sicilia e il resto del Paese resta marcato: nei grandi centri urbani dell’Isola, come Catania e Palermo, la quota di giovani NEET supera ancora il 30%, con punte che in alcune realtà territoriali raggiungono valori ben più elevati;
  • il fenomeno colpisce in modo sproporzionato le giovani donne, la cui incidenza NEET in Sicilia raggiunge il 32,0% a fronte del 20,9% tra i coetanei maschi, con un divario di genere di circa undici punti percentuali che riflette difficoltà strutturali nel mercato del lavoro e carichi di cura che ricadono ancora in modo squilibrato sulle donne;
  • la condizione di NEET è fortemente correlata al livello di istruzione della famiglia di origine: la probabilità di trovarsi in condizione di inattività è fino a cinque volte superiore per i figli di genitori con basso titolo di studio rispetto ai coetanei con genitori laureati, evidenziando una drammatica trappola di povertà intergenerazionale;
  • la Sicilia detiene il tasso di abbandono scolastico più alto d’Italia: nel 2025, il 13,7% dei giovani siciliani tra i 18 e i 24 anni ha lasciato gli studi con il solo titolo di licenza media, a fronte di una media nazionale dell’8,2%, con il fenomeno aggravato dalla cosiddetta “dispersione implicita”, che riguarda studenti che completano il percorso scolastico senza acquisire le competenze fondamentali;
  • la Sicilia è investita da un esodo costante di giovani talenti verso il Nord Italia e l’estero, che impoverisce il tessuto sociale, economico e culturale delle nostre comunità e priva i territori delle energie e delle competenze necessarie al proprio sviluppo.

Le richieste a sindaco e Giunta

Il documento richiede, in definitiva, a sindaco e Giunta di riconoscere che il contrasto alle disuguaglianze territoriali e la promozione del “diritto a restare” costituiscono una priorità per la comunità locale e per l’intera Isola.

Per farlo, li sollecitano “a collaborare attivamente con la Regione Siciliana per l’attuazione delle politiche a favore dei giovani, mettendo a disposizione spazi, servizi e competenze del territorio, e partecipando agli strumenti di programmazione negoziata che saranno previsti”. Inoltre, chiedono di “promuovere, nelle more dell’adozione di provvedimenti regionali e nazionali, ogni iniziativa di competenza comunale utile a contrastare la marginalizzazione giovanile nel territorio, favorendo l’aggregazione, la partecipazione e l’accesso dei giovani alle opportunità formative e lavorative”.

Allo stesso tempo, la proposta prevede di sollecitare gli organi regionali e il Governo nazionale affinché riconoscano come prioritaria la risoluzione di tale problematica e adottino misure organiche e strutturali volta al contrasto della marginalizzazione giovanile, “investendo in modo integrato su formazione, occupazione, imprenditorialità, aggregazione giovanile, sport, servizi territoriali e infrastrutture, anche attraverso la piena e tempestiva utilizzazione dei fondi europei, nazionali e regionali disponibili”.

Al fine di promuovere la conoscenza ed eventuale adozione da parte di altri Consigli comunali di tale proposta, è stata inoltre richiesta la trasmissione al Presidente della Regione Siciliana, al Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, agli Assessori regionali competenti, ai Deputati regionali eletti nella circoscrizione provinciale di Messina, al Governo nazionale, nonché all’ANCI Sicilia.