Il gruppo “ORA per Terme Vigliatore”, nelle persone dei Consiglieri Zanghì, Calabrò, Giunta e Siracusa, unitamente alla Consigliera indipendente Crisafulli, ha denunciato una situazione di “opacità amministrativa” che caratterizzerebbe il Consiglio Comunale ormai da tempo.
Tramite una lettera rivolta al Presidente del Consiglio Comunale, il gruppo e la consigliera hanno riferito episodi avvenuti in seno all’ultima seduta:
“I sottoscritti Consiglieri non possono che constatare come, anche l’ultimo Consiglio Comunale dell’anno, abbia rispecchiato una prassi ormai consolidata e profondamente distorta: la convocazione dell’assise senza alcuna preventiva consultazione dei Capigruppo e dei Consiglieri indipendenti […]. Il risultato è, ancora una volta, uno spettacolo istituzionalmente indecoroso offerto alla cittadinanza: un Consiglio Comunale ridotto a mero ratificatore di decisioni assunte altrove e una maggioranza silente, chiamata esclusivamente ad alzare la mano”.
Le Terme, una questione di interesse pubblico
Nella denuncia del gruppo, il riferimento è al tema delle Terme, una questione di interesse pubblico, che sarebbe stata “per mesi utilizzata come principale strumento di propaganda politica dall’Amministrazione e oggi improvvisamente scomparsa dal dibattito pubblico e dagli atti ufficiali con una votazione capestro presa a maggioranza acclarando che il sindaco ha mentito al consiglio comunale”.
Proprio per quanto riguarda questo tema, i Consiglieri riferiscono di aver presentato una richiesta di accesso totale agli atti in data 27 giugno, successivamente integrata il 15 luglio.
“A distanza di mesi, tali richieste risultano totalmente inevase ci chiediamo il perché. Una condotta che configura una palese violazione dell’art. 43, comma 2, del D.Lgs. 267/2000 (TUEL), che riconosce ai Consiglieri Comunali il diritto di ottenere tutte le notizie e le informazioni utili all’espletamento del mandato, senza limitazioni e senza ritardo.
Un diritto soggettivo pieno, non subordinabile a valutazioni discrezionali o a convenienze politiche”, è scritto nel documento.
“Clima di opacità amministrativa non più accettabile”
“A ciò si aggiunge l’atteggiamento del Segretario comunale, che ai sensi dell’art. 97 del TUEL è tenuto a garantire la legittimità dell’azione amministrativa e a vigilare sul corretto operato degli uffici.
Il mancato riscontro alle richieste di accesso agli atti, unito all’assenza di qualsiasi sollecito o intervento correttivo, rappresenta una grave omissione che contribuisce a consolidare un clima di opacità amministrativa non più accettabile”.
Apertura dell’asilo comunale, dissesto finanziario e lavori di messa in sicurezza bloccati
Altro nodo centrale presentato nel documento riguarda l’apertura dell’asilo comunale, un tema molto dibattuto in precedenza.
“Annunciato, e più volte presentato come opera simbolo, l’unica ad oggi, ma che a distanza di tempo continua a non aprire i battenti, con una gara di gestione esitata su questo edificio e dirottata altrove lasciando legittimi dubbi sulla reale possibilità di messa in funzione e sulla completezza e regolarità della documentazione amministrativa. Anche in questo caso, agli annunci non hanno fatto seguito certezze né trasparenza”.
A tali questioni, seguirebbe una lista di mancanze, in quello che viene definito dal gruppo “un anno politicamente fallimentare”:
- Comune in dissesto finanziario che, scrivono i Consiglieri, “qualche buontempone della politica locale (il vicesindaco) dichiarava che avrebbero risolto tutto in sei mesi”;
- la chiusura dell’anno senza un bilancio approvato;
- la mancata stabilizzazione dei precari;
- i lavori di messa in sicurezza del torrente Mazzarà “fermi ormai da 3 anni con la strada bloccata”.
Le conclusioni di “ORA per Terme Vigliatore”
“Si conclude così un anno politicamente fallimentare, di un Paese sotto anestesia, con un sindaco sparito dalla scena, non più presente sul territorio; un anno segnato più dalla propaganda che dal rispetto delle regole e delle istituzioni.
Con una fiducia ormai ridotta al minimo, auspichiamo comunque che lei presidente abbia uno scatto d’orgoglio e si voglia ricordare, con l’avvio del nuovo anno, di essere Presidente dell’intero Consiglio Comunale e non della sola maggioranza; di esercitare fino in fondo il ruolo super partes che Le compete; di evitare il ripetersi di episodi istituzionalmente discutibili – come la concessione della parola al Sindaco a discussione conclusa – e di garantire finalmente il rispetto dei diritti fondamentali dei consiglieri, a partire dall’accesso agli atti e dalla convocazione delle conferenze dei Capigruppo prima dei Consigli Comunali.
Il rispetto delle regole non è una scelta politica.
È un obbligo di legge”.
*In evidenza, immagine della Consigliera indipendente Crisafulli.














