Una nuova denuncia arriva da Paolo Calabrò, l’ex responsabile del pronto soccorso di Barcellona Pozzo di Gotto che, dopo aver dato disponibilità all’Asp per un incarico libero professionale nel Pronto Soccorso dell’ospedale di Patti, si è visto inspiegabilmente assegnato alla sede di Taormina. Un caso che riapre il dibattito sulla gestione delle assegnazioni sanitarie e sui criteri adottati dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Messina.
La disponibilità disattesa
A marzo, il medico aveva aderito a un bando dell’Asp per supportare il personale del Pronto Soccorso, in particolare nel trattamento dei codici bianchi e verdi, con spirito di servizio e senza secondi fini: “L’ho fatto – racconta – solo per dare una mano in un momento delicato. Il Pronto Soccorso è un presidio fondamentale per tutti”. Nella richiesta formale, Calabrò aveva specificato sin dall’inizio la sede di Patti per le sue condizioni logistiche e per la carenza di organico da tempo segnalata in quel presidio.
Convocato a luglio per confermare la disponibilità, ha ribadito chiaramente la preferenza per l’ospedale di Patti. Tuttavia, pochi giorni dopo, ha ricevuto una comunicazione a lui indirizzata che lo destinava invece all’ospedale di Taormina.
“Decisione punitiva, sapevo di non essere gradito all’Asp”
Il medico Paolo Calabrò, già noto per il suo impegno sia come ex responsabile di Pronto Soccorso che come sindacalista, sottolinea di essere consapevole di non godere di favore nei vertici dell’Azienda: “Ho sempre denunciato pubblicamente i tagli a personale, servizi e reparti. Ho contrastato il legame malato tra sanità e politica, che spesso assegna ruoli sulla base di appartenenze e non di merito”.
Il riferimento è anche agli sviluppi del 2020, quando gli allora vertici dell’Asp furono protagonisti di provvedimenti contro chi non era allineato ai voleri della politica e quindi aziendali, che sostanzialmente portarono alla chiusura del Pronto Soccorso di Barcellona.
Contraddizioni nella gestione dei turni
La vicenda solleva nuove domande sulla gestione dei turni e delle risorse mediche: “Proprio mentre ricevevo l’assegnazione per Taormina, mi riferivano di una richiesta informale ai medici di Milazzo per dare disponibilità a coprire i turni del Pronto Soccorso di Patti”, continua Calabrò.
A rendere la situazione ancora più controversa, c’è quanto dichiarato dallo stesso direttore generale dell’Asp, che a mezzo stampa ha affermato di aver contrattualizzato solo due medici per i codici bianchi e verdi. “In realtà – aggiunge il medico – i medici erano tre e io ero disponibile per Patti. Ma sono stato dirottato altrove, nonostante le note carenze nella sede da me richiesta”.
“Una sanità gestita in maniera non lineare”
“Per fortuna – conclude – sono nelle condizioni di potermi sottrarre a logiche che nulla hanno a che vedere con la meritocrazia. Ma questo episodio dimostra ancora una volta come, in provincia di Messina, la sanità venga gestita secondo criteri che dovrebbero tener conto solamente degli interessi dei cittadini e di null’altro”.














