I Carabinieri festeggiano la “Maria Virgo Fidelis”, nella giornata del ricordo della battaglia di Culqualber

- Cronaca

L’Arma dei Carabinieri festeggia oggi la Patrona “Maria Virgo Fidelis”. In questa occasione si commemora anche l’83° Anniversario della battaglia di Culqualber del 1941, combattuta da membri dell’Arma in Etiopia.

Le mosse di rito anche oggi hanno previsto la deposizione di una corona di alloro al monumento al Carabiniere, nel giardino della caserma “A. Bonsignore”, sede del Comando Interregionale Carabinieri “Culqualber”.

La celebrazione della ricorrenza è avvenuta nel Duomo di Messina con la presenza del Generale Giovanni Truglio, durante una messa officiata da Don Rosario Scibilia, cappellano militare della Legione Carabinieri Sicilia.

Hanno partecipato anche il Prefetto di Messina, assieme alle autorità civili e militari provinciali, i rappresentanti dell’Associazione Nazionale Carabinieri e delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma.

Erano presenti anche le vedove e gli orfani dei Carabinieri messinesi caduti, si celebra infatti sempre oggi la “Giornata dell’Orfano” celebrata dai Carabinieri per segno di vicinanza alle famiglie dei colleghi caduti.

L’Opera Nazionale di Assistenza per gli Orfani dei Militari dell’Arma, fondata nel 1948, esiste proprio per garantire aiuti a queste situazioni di difficoltà.

La motivazione della Medaglia d’Oro al Valor Militare conferita all’Arma per la battaglia Culqualber

Ricorre oggi, con la Virgo Fidelis, Patrona dell’Arma, il 83°
Anniversario dei combattimenti del caposaldo di Culqualber, ove il 1°
Battaglione Carabinieri e Zaptiè mobilitato, il 21 novembre 1941 si
sacrificò in una delle ultime cruente battaglie in terra d’Africa.

Per quel fatto d’armi alla Bandiera dell’Arma fu conferita la
seconda Medaglia d’Oro al Valor Militare, con la seguente motivazione:
“Glorioso veterano di cruenti cimenti bellici, destinato a
rinforzare un caposaldo di vitale importanza, vi diventava artefice di
epica resistenza. Apprestato saldamente a difesa l’impervio settore
affidatogli, per tre mesi affrontava con indomito valore la violenta
aggressività di preponderanti agguerrite forze, che conteneva e
rintuzzava con audaci atti controffensivi, contribuendo decisamente
alla vigorosa resistenza dell’intero caposaldo, ed infine, dopo aspre
giornate di alterne vicende, a segnare, per l’ultima volta in terra
d’Africa, la vittoria delle nostre armi.

Delineatasi la crisi, deciso al sacrificio supremo, si saldava
graniticamente agli spalti difensivi e li contendeva al soverchiante
avversario in sanguinosa, impari lotta corpo a corpo, nella quale
Comandante e Carabinieri, fusi in un sol eroico blocco, simbolo delle
virtù italiche, immolavano la vita perpetuando le gloriose tradizioni
dell’Arma. Culqualber –Africa Orientale, agosto – novembre 1941”.
Quei caduti sono andati a far parte della folta schiera di
Carabinieri che, in pace ed in guerra, hanno saputo tener fede al
giuramento prestato fino all’estremo sacrificio. A tutti loro, a tutti i
familiari, che con coraggio e dignità ne hanno sopportato la lacerante
perdita, noi vogliamo rendere Onore.

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