La deputata del PD Laura Boldrini ha visitato oggi pomeriggio nel carcere di Barcellona Marjan Jamali, la donna iraniana accusata di essere una scafista da tre uomini che avrebbero tentato di violentarla.
Marjan Jamali è scappata dal suo Paese, insieme al figlio di otto anni, con un lungo viaggio della speranza, passando dalla Turchia. La donna ed il figlio sono partita la notte tra il 22 e il 23 ottobre scorso per raggiungere l’Europa, ma come raccontato dalla ragazza, durante la traversata, sarebbe stata oggetto di un tentativo di aggressione sessuale da parte di quattro iracheni. Sarebbe stata saltava da un connazionale, ma i presunti aggressori all’arrivo in Italia sulle coste calabresi hanno indicato lei e l’uomo come gli scafisti, con il conseguente arresto. Lontana dal figlio, condotto in una casa protetta, la donna ha tentato due volte il suicidio prima del trasferimento a Barcellona Pozzo di Gotto.

L’on. Boldrini ha raccolto il suo desiderio di giustizia, ribandendo che lei non era una scafisca. La deputata ha sottolineato il mancato rispetto del diritto ad una difesa, considerato che la ragazza non è mai stata interrogata come avrebbe voluto, perchè parla solo il persiano e nessuno ha interagito con lei nella sua lingua. Ecco le dichiarazioni dell’on. Boldrini all’uscita dal carcere di via Madia.














