Arrestato a Catania un cittadino marocchino che nel 2013 aveva sottratto il figlio alla madre di Barcellona P.G.

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Gli agenti della Polizia di Frontiera dell’aeroporto di Fontanarossa, su segnalazione del Commissariato di Barcellona Pozzo di Gotto, hanno arrestato un cittadino di nazionalità marocchino, destinatario del provvedimento di cattura emesso dalla Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto.

L’uomo deve scontare due anni di reclusione per l’accusa di di sottrazione e trattenimento del figlio minore all’estero.

Gli agenti del Commissariato della Polizia di Stato di Barcellona Pozzo di Gotto, avendo ricevuto notizia che lo straniero avrebbe fatto rientro in Italia con un volo proveniente da Casablanca in Marocco e diretto all’aeroporto di Fontanarossa di Catania, hanno allertato i colleghi della Polizia di Frontiera di del capoluogo etneo, ai quali venivano forniti tutti i necessari atti volti alla identificazione certa dello straniero ai fini della esecuzione del provvedimento cautelare.

Il cittadino extracomunitario, gravato da alcuni precedenti penali, nell’anno 2013 si è reso anche protagonista del reato di sottrazione e trattenimento di figlio minorenne all’estero. In particolare, con la scusa di dover portare il bambino alla cerimonia di nozze di un parente, che si doveva tenere nella città di Bologna, era riuscito a portarlo in Marocco all’insaputa della madre. La donna barcellonese aveva denunciato l’accaduto alla Polizia di Barcellona, che aveva avviato la procedura per rintracciare il bambino, che in quel momento aveva 4 anni.

All’epoca dei fatti gli Agenti del commissariato di Polizia di Barcellona Pozzo di Gotto, oltre alla comunicazione di notizia di reato inviata alla locale Autorità Giudiziaria, hanno interessato anche la Direzione Centrale della Polizia Criminale (servizio per la cooperazione internazionale). Successivamente della vicenda era stato interessato anche il Ministero degli affari Esteri e della Giustizia. A seguito di ciò dopo estenuanti ricerche, nel maggio del 2019, lo straniero era stato rintracciato e tratto in arresto dalla Polizia dello Stato del Marocco. La madre aveva potuto riabbracciare il piccolo ed lo aveva portato con sé Barcellona Pozzo di Gotto. Gli agenti di Barcellona, coordinati dal vice questore Antonio Rugolo, appresa la notizia del rientro in Italia dell’uomo, nel timore che potesse anche ripetersi quanto accaduto nel 2013, hanno attivato i colleghi per bloccarlo all’aeroporto, contestando la condanna a due anni ancora da scontare in Italia. Il 39enne, dopo le formalità di rito, è stato associato al carcere di Piazza Lanza di Catania.