Il Movimento Città Aperta, con i consiglieri Antonio Mamì, Raffaella Campo e Gabriele Sidoti, ha presentato una mozione per sollecitare l’Amministrazione Comunale e il Consiglio Comunale ad attivarsi nei confronti del Ministero, della Regione e della Città Metropolitana al fine di assicurare che il servizio di assistenza igienico-sanitaria per gli alunni disabili venga svolto attraverso figure adeguate alle esigenze, chiedendo altresì che venga risolto il problema del bacino degli operatori che hanno svolto il servizio fino a tutto il 2019 e poi improvvisamente lasciati a casa, disperdendo la loro professionalità e lasciandoli senza alcuna prospettiva. Tra uso delle risorse finanziarie nella disponibilità dei dirigenti scolastici, l’approvazione di una norma che gli dia priorità nell’assunzione come personale ATA e la creazione di progetti migliorativi ad integrazione di quanto fatto dalle scuole, le soluzioni per risolvere il problema esistono e vanno perseguite fino in fondo.
Nella mozione si legge che il Movimento intende impegnare l’Amministrazione e il Consiglio Comunale a:
“ad attivarsi nei confronti del Ministero dell’Istruzione, della Regione Siciliana e della Città Metropolitana di Messina, ognuno per quanto di propria competenza, al fine di assicurare che il servizio di assistenza igienico-sanitaria per gli alunni disabili venga svolto attraverso l’utilizzo di figure che, in numero e in specializzazione, siano adeguate alle esigenze dei singoli istituti scolastici;
ad attivarsi nei confronti del Ministero dell’Istruzione, della Regione Siciliana e della Città Metropolitana di Messina, ognuno per quanto di propria competenza, al fine di trovare soluzioni condivise in merito al riassorbimento del bacino degli operatori che svolgevano al servizio fino a tutto il 2019, al fine di non disperderne la professionalità maturata, anche utilizzando le risorse finanziarie statali già nella disponibilità dei dirigenti scolastici o promuovendo l’approvazione di una norma che attribuisca priorità nell’assunzione come personale ATA nelle scuole; ad attivarsi per ricercare fondi, sia provenienti dal proprio bilancio che provenienti da enti
terzi o dall’approvando piano di zona, al fine di attivare progetti migliorativi del servizio esistente, nell’ambito dei quali attribuire priorità nell’assunzione al bacino del personale specializzato già operante nel settore”.














