Il Covid-19 ha causato diversi problemi, non solo in ambito sanitario ed economico ma anche in quello sentimentale. Infatti, la convivenza forzata – durante il lockdown della scorsa primavera – ha messo fortemente in crisi le coppie italiane.
Molte relazioni hanno cambiato radicalmente le proprie abitudini. Anche per le coppie più stabili e consolidate, la convivenza forzata ha creato dei problemi, mentre ha fatto esplodere definitivamente quelle in crisi. I numeri in proposito sembrano molto chiari: secondo le notizie ANSA del 14 Gennaio 2021, che riporta i dati dell’Associazione nazionale divorzisti italiani, nel 2020 si è assistito ad un aumento delle separazioni, rispetto al 2019, del 60%. Di queste, il 40% sono per infedeltà coniugale, anche virtuale, il 30% per violenza familiare e il 30% altre cause.
“Il genere umano vive di certezze, una delle quali è la salute sia fisica che mentale e che poi si riflette anche nella salute sociale. Tutti elementi che sono stati messi a dura prova durante la convivenza forzata. – ci ha spiegato il sociologo e psicopatologo Claudio Passantino, durante una puntata del format PuntidiVista – La condizione di restrizione che abbiamo vissuto e stiamo continuando a vivere, si riflette inevitabilmente anche sul nostro equilibrio, non solo individuale ma anche in quello di una coppia.”
Fenomeno parallelo, invece, sembrerebbe essere quello delle coppie che sono riuscite a rafforzare il proprio rapporto, durante il periodo del lockdown. “Ci sono alcune regole che io definirei d’oro – ha continuato Passantino – che appartengono alla semplice quotidianità. Innanzitutto, la voglia di continuare ad interessarsi dell’altro. Se si perde interesse, è come se non si avesse voglia di partecipare alla vita dell’altro. Importante è coltivare la stima e il rispetto reciproco ma anche essere riusciti a gustare i piccoli riti quotidiani, come ad esempio fare la colazione insieme o guardare la tv insieme. Tutte queste piccole attività hanno contribuito ad arricchire di tenerezza la relazione di coppia.”
Dunque, se la convivenza forzata per alcune coppie ha rappresentato una salvezza, per altre è stata solo un incubo. Come molti psicologi e avvocati divorzisti temevano, il confinamento ha fatto notevolmente aumentare le violenze in casa. Stando ai dati diffusi dall’Associazione Matrimonialisti Italiani, nel 2020 si registra un aumento del 30% delle richieste di separazioni di cui la metà giudiziali, quindi non consensuali, del 20% dei femminicidi e del 70% delle violenze all’interno della famiglia. Numeri che parlano da soli.














