Messina, intensificati i servizi di controllo del territorio nel capoluogo: tre arresti

- Cronaca

Negli ultimi giorni, nel corso dei servizi di prevenzione e controllo del territorio, i Carabinieri della Compagnia di Messina Centro e della Compagnia Messina Sud hanno arrestato tre persone in esecuzione di distinti ordini di carcerazione per l’espiazione di pena detentiva.

Nello specifico, nella serata del 22 giugno, i Carabinieri della Stazione di Messina Giostra hanno dato esecuzione all’ordine per la carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Messina nei confronti di G.V., 22enne, già noto alle forze dell’ordine, che dovrà scontare, in regime di detenzione in carcere, la pena di 2 anni e 10 mesi di reclusione poiché riconosciuto responsabile dei reati di rapina in concorso, violenza privata, porto di armi od oggetti atti ad offendere e lesioni personali, commessi tra il 2014 e il 2015 quando lo stesso era ancora minorenne. Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, il giovane è stato ristretto presso l’Istituto di detenzione per minori di Acireale.

Nel pomeriggio del 25 giugno, i Carabinieri della Stazione di Messina Tremestieri hanno arrestato, in esecuzione di ordine per la carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica – Ufficio Esecuzioni Penali in applicazione di un’ordinanza del Tribunale di Sorveglianza di Messina, il 30enne P.C.D., condannato alla pena residua 11 mesi e 9 giorni di reclusione in quanto riconosciuto responsabile del reato di furto aggravato di motocicli commesso nel 2017. Ultimate le formalità di rito, come disposto dall’Autorità Giudiziaria, il giovane è stato sottoposto la detenzione domiciliare presso la propria abitazione.

Infine, il 26 giugno i Carabinieri della Stazione di Messina Camaro Superiore hanno arrestato il 36enne S.F., originario di Montalbano Elicona, in attuazione dell’ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, condannato alla pena residua 3 anni, 2 mesi e 20 giorni di reclusione in quanto riconosciuto responsabile del reato di truffa aggravata, commesso nel febbraio del 2018. Ultimate le formalità di rito, l’uomo è stato sottoposto al regime degli arresti domiciliari presso la propria abitazione di Messina dove sconterà la pena.