Dopo l’autorizzazione da parte del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede a procedere per via penale al processo nei confronti del sindaco di Messina, Cateno De Luca, accusato del reato di vilipendio, la risposta del Primo Cittadino non si è fatta attendere.
“Potevo accettare – afferma Cateno De Luca – l’implicito compromesso di Stato, rinunciando a non impugnare la delibera della presidenza del Consiglio dei Ministri di annullamento della banca dati ‘Si passa a condizione” ed evitare così il processo per vilipendio? Assolutamente no. Per tale motivo ringrazio il Guardasigilli Bonafede per avere assecondato il capriccio del Ministro dell’interno, Luciana Lamorgese, nel processarmi per il delitto di lesa maestà”
Nei mesi scorsi, il Sindaco è stato oggetto di critiche per la gestione dell’emergenza coronavirus. A più riprese, De Luca durante i giorni di piena emergenza Coronavirus pensò bene di tutelare i suoi abitanti stanando i cittadini che contravvenivano alla quarantena con una flotta di droni. In alcuni casi, ha anche seguito i traghetti sullo Stretto per impedire lo sbarco di cittadini provenienti dalla Calabria, accusando il Viminale di non tutelare i siciliani.
Secondo De Luca, con la delibera n. 260 del 12 giugno scorso, probabilmente non ci sarebbe stato alcun processo se l’Amministrazione comunale non avesse conferito l’incarico legale per impugnare innanzi al Tar del Lazio il decreto del presidente della Repubblica che ha avallato la decisione del consiglio dei ministri di annullare l’ordinanza che introduceva, dall’8 aprile scorso, stringenti controlli per l’attraversamento.
“Rammento ancora la presa di posizione – continua il Primo cittadino – del Ministro Lamorgese che appresa la notizia della mia opposizione è andata su tutte le furie, è così il povero Ministro della Giustizia non ha avuto altra scelta che concedere l’autorizzazione alla Procura della Repubblica di Messina di processarmi per il reato di vilipendio perché avevo osato mandare a quel paese il Ministero dell’Interno, autore e difensore del sistema di controlli farlocchi sullo Stretto di Messina.”
“Ai miei detrattori a Roma – conclude il sindaco – ricordo che già il 3 aprile avevo chiesto di essere processato, perché non accetto compromessi di Stato. A seguito della richiesta della Procura al ministro Bonafede per procedere nei miei confronti, chiesi pubblicamente di andare in tribunale per dimostrare, con le carte in mano, che non si stavano facendo i conti solo con il Coronavirus, ma anche con la malaburocrazia e certi politici allo sbaraglio. Pertanto, ringrazio per avere ascoltato la mia richiesta. Al ministro Lamorgese ricordo il seguente versetto biblico: ‘Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i perseguitati a causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli”.














