Ponte sullo Stretto, Grasso: “Una necessità vitale, ci sono tutte le condizioni per costruirlo”

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Si torna a parlare del Ponte sullo Stretto di Messina, un progetto che andrebbe a collegare la Sicilia con la Calabria, permettendo così il passaggio di treni e auto e unendo di fatto l’isola al resto del Paese ma che da anni ha ormai innescato feroci dibattiti.

Se per alcuni si tratta di un’opera dannosa, per altri invece il progetto è fondamentale per lo sviluppo di tutto il Sud. Nonostante se ne parli da anni, con Silvio Berlusconi che ne aveva fatta una promessa, finora i lavori non sono mai iniziati.

Adesso l’ex Premier Matteo Renzi però sembrerebbe essere pronto a fare sul serio con Italia Viva, che potrebbe presentare un emendamento al decreto Rilancio accelerando di conseguenza i tempi per la costruzione dell’opera.

Sulla questione è intervenuta anche Bernardette Grasso, deputata Ars di Forza Italia e assessore della Regione Siciliana alla Funzione Pubblica, ribadendo la sua ferma approvazione alla realizzazione del Ponte sullo Stretto.

“Il Ponte sarebbe – spiega l’assessore Grasso – un’opera di assoluta valenza, un’infrastruttura grande e ambiziosa, un gioiello ingegneristico, un simbolo di un’Italia finalmente capace di guardare avanti, a testa alta davanti al mondo intero. Per questo Forza Italia e il presidente Silvio Berlusconi sin dal ‘94 combattono questa battaglia. Non solo perché convinti della valenza territoriale dell’opera, ma anche per il grandioso impatto economico ed occupazionale che la costruzione del Ponte avrebbe per tutta Italia. Peraltro il progetto definitivo, approvato e all’avanguardia, è già pronto.”

“Il Ponte cambierebbe gli spostamenti e la logistica d’Italia – prosegue la deputata – ed è facile intuirlo se si pensa che dallo Stretto transitano oltre 11 milioni di passeggeri l’anno e un flusso enorme di merci. Una ricchezza che potrebbe trovare in Sicilia, grazie al Ponte, la sua naturale base infrastrutturale. L’Alta velocità ferroviaria, da poco arrivata fino a Reggio, senza Ponte non potrà mai raggiungere la Sicilia. Con il Ponte, invece, si ripristina la continuità territoriale del Paese e si liberano i siciliani dalla schiavitù degli aerei dai prezzi impossibili. La Sicilia sarebbe più facilmente accessibile, e così anche le nostre risorse agricole, le nostre bellezze storiche e naturalistiche. Lo stesso Ponte diverrebbe di per sé una grande attrazione turistica, come la Tour Eiffel o il Golden Gate”.

“Proprio oggi – conclude Bernardette Grasso – che tutto sembra in declino, non è eretico dire che si sono venute a creare le condizioni socio-economiche che pongono il Ponte al centro dell’Agenda politica del Paese.”