Mancano ormai poche settimane all’inizio degli Esami di Stato, previsti per il 17 giugno. Nella giornata del 28 maggio il Ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, tramite una nota ha aggiornato un’ordinanza ministeriale risalente al 16 maggio, aggiungendo chiarimenti e dettagli in merito all’esame.
A poco meno di tre settimane dall’insediamento delle commissioni, negli istituti superiori si misura, si valuta e si dispongono tutti gli accorgimenti necessari per evitare assembramenti, prendere cortezza degli spazi a disposizione, adottare tutti i dispositivi di sicurezza e osservare le misure di prevenzione stabilite dal Governo e dal Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione.
Sara un esame di Stato diverso da quelli degli scorsi anni. L’emergenza coronavirus ha infatti costretto il governo a rinunciare allo svolgimento dei due scritti: tema e prova di indirizzo. Per questo l’unica prova rimasta quest’anno, cioè il colloquio, sarà diversa dal solito. Dopo oltre 4 mesi i maturandi, muniti di mascherina, torneranno a scuola per affrontare il colloquio che sarà strutturato in 5 parti e partirà, invece che dai materiali predisposti dai commissari, dall’esposizione di un elaborato concordato preventivamente dallo studente con il docente della sua materia di indirizzo. Saranno poi analizzati i materiali assegnati dalla commissione sulle altre discipline, mentre in chiusura, saranno esposte le esperienze dell’Alternanza Scuola Lavoro e accertate le conoscenze su “Cittadinanza e Costituzione”.
La prova potrà valere fino a 40 punti, mentre il peso dei crediti complessivi sarà ricalibrato fino ad un massimo di 60 punti. In ogni scuola si dovrà accedere in modo contingentato. Sarà ammesso un solo candidato alla volta e accompagnato da una sola persona. I ragazzi si presenteranno ad un orario prestabilito e affronteranno il colloquio con una durata massima di un’ora.
Saranno esaminati massimo 5 candidati al giorno con una commissione formata da sei membri interni, ad eccezione del presidente che sarà esterno, disposti a comprendere lo stress e l’ansia dei loro alunni che durante questi mesi hanno continuato a istruirsi online attraverso le lezioni da remoto. In ogni scuola sono previsti ingressi ed uscite separate. E ancora, colonnine con il gel disinfettante, plexiglass e segnaletica sul pavimento per indicare il percorso da seguire.
L’esperienza della pandemia segna l’Esame di Stato di quest’anno non solo perché ne ha imposto una diversa configurazione, ma soprattutto perché ha stravolto l’attività didattica e la vita scolastica degli ultimi mesi di insegnanti e alunni. Questa particolare contingenza può suggerire a studenti e insegnanti una riflessione che, a partire dalle proprie esperienze personali e dal vissuto profondo di ciascuno, li collochi proprio in quel quadro di conoscenze e competenze che la scuola ha contribuito a formare.














