Si è tenuto oggi l’incontro ritenuto decisivo per il futuro della Raffineria di Milazzo e l’economia dell’intero comprensorio del Mela. L’incontro è stato organizzato presso la Camera di Commercio di Messina, su iniziativa della Sicindustria Messina. Hanno partecipato, oltre alla RAM, le aziende operanti nell’indotto, i segretari confederali territoriali di CGIL, CISL e UIL ed i segretari delle rispettive categorie per discutere della tematica occupazione del personale dell’indotto.
Si è trattato di un incontro aspro, ma vivace ed aperto al dialogo. In apertura, il direttore generale della RAM, Luca Amoruso, ha ribadito le difficoltà operative relative all’attuale emergenza sanitaria. “In questi mesi – ha evidenziato Amoruso – la RAM e le ditte operanti all’interno del sito hanno dovuto conciliare le esigenze di lavoro con le disposizioni governative, che hanno imposto un contingentamento delle presenze, per permettere la continuità operativa del nostro servizio essenziale di produzione carburanti. Permettetemi di dire – ha continuato Amoruso – che le misure messe da noi in atto sono state immediate ed efficaci”.
L’azienda ha mostrato delle aperture, incrementando alcune attività che hanno consentito alle ditte dell’indotto di fare tornare al lavoro, dopo l’emergenza di questi mesi, un numero maggiore di operai rispetto a quanto annunciato in un primo tempo. “L’esito di questa complicata vertenza – ha affermato Ivan Tripodi, segretario generale della Uil – rappresenta la cartina di tornasole rispetto alle prospettive future dell’insediamento produttivo, nonché di tutto il distretto industriale della Valle del Mela”.
“In più – hanno aggiunto gli Amministratori Delegati – il crollo dei consumi ha determinato pesanti ripercussioni per il settore della raffinazione, che sommato ad una contrazione dei margini di raffinazione in Europa, ha costretto tutte le raffinerie, compresa la RAM, a fermare alcune unità produttive.”
La vicenda è complessa e si inserisce in un momento particolarmente delicato. In questo contesto la Ram ha annunciato che gli investimenti per il 2020 sarebbero passati dai 90 milioni previsti a 45, oltre a posticipare al secondo trimestre 2021 la fermata programmata di manutenzione per il prossimo autunno.
RAM, aziende dell’indotto e sindacati hanno infine proposto di incontrarsi periodicamente per gli aggiornamenti del caso con il comune obiettivo di permettere alla Raffineria di Milazzo di continuare ad essere considerata una risorsa imprescindibile per il territorio.














