La mafia raccontata dai libri nel convegno del movimento Città Aperta all’Oasi del Libro

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Il Convegno “Parlatene! Parlatene sempre! Testi pensanti”, a cura di Città Aperta, è stata l’occasione per suonare nuovamente la sveglia, per tenere desta l’attenzione di tutti sulla mafia per evitare “l’assuefazione e l’inazione”. L’iniziativa è stata aperta dal consigliere comunale Raffaella Campo che ha ricordato le parole di Paolo Borsellino (“Parlate di mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene”) e ha affermato che la fiera “L’Oasi del Libro” è l’occasione ideale per parlare di mafia con i libri e attraverso i libri. “Vi mostreremo e citeremo tanti testi-pensanti, testi che hanno affrontato il tema mafia da diverse angolazioni, la lettura dei quali può aiutarci a comprendere meglio le caratteristiche di un fenomeno che ha mille volti e mille maschere – ha affermato con forza il consigliere Campo – Chi davvero vuole contrastare la mafia deve imparare a riconoscerla, a capirne i segni, la mentalità, i comportamenti. Noi ci auguriamo che le parole di oggi possano invitare all’approfondimento e possano farci riflettere sul ruolo importante che ognuno di noi può avere nella lotta alla mafia”. Dopo l’introduzione di Raffaella Campo, l’evento si è articolato in tanti interventi di soci, simpatizzanti e amici di Città Aperta che hanno letto alcuni brani di libri. L’elenco dei libri selezionati rappresenta la bibliografia essenziale per conoscere e comprendere il fenomeno mafioso, libri da leggere assolutamente per aprire gli occhi e conoscere la realtà dei fatti. Così Gabriele Sidoti e Antonio Mamì hanno letto brani da “Un anno. Scritti per la rivista «I Siciliani»” di Giuseppe Fava (edito da Mesogea); Elena Poma e Mario Scardino hanno letto alcuni testi da “Perché non possiamo non dirci mafiosi” di Alfio Caruso (edito da TEA); Giovanni Benenati ha letto un brano da “Giornalismi & mafie. Alla ricerca dell’informazione perduta” di Roberto Morrione (edito da EGA-Edizioni Gruppo Abele); Piero Centineo ha letto un brano da “Storia segreta della ‘ndrangheta” di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso (edito da Mondadori); Mimma Naselli ha letto un brano da “Rita Borsellino. La sfida siciliana” di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza (edito da Editori Riuniti); Fabio Alosi ha letto alcune righe da “Io che da morto vi parlo. Passioni, delusioni, suicidio del professor Adolfo Parmaliana” di Alfio Caruso (edito da Longanesi); Nino Sottile ha letto da “Voi non sapete: Gli amici, i nemici, la mafia, il mondo nei pizzini di Bernardo Provenzano” di Andrea Camilleri (edito da Mondadori); Pierangelo Giambra ha letto da “L’illegalità protetta. Le parole e le intuizioni del magistrato che credeva nei giovani” di Rocco Chinnici (edito da Glifo); Ivan Bertolami e Annalina Perdichizzi hanno letto brani da “Il giorno della civetta” di Leonardo Sciascia (edito da Adelphi); Santo Laganà ha letto da “La voce di Impastato. Da Peppino Impastato a Mafia capitale, l’Italia sotto inchiesta” di Ivan Vadori (edito da Nuova Dimensione); Alessandro Campo ha letto alcune battute dal film “I cento passi” di Marco Tullio Giordana; Maria Rotuletti ha letto qualche brano da “Conversazioni con Danilo Dolci” di Giacinto Spagnoletti (edito da Mesogea); Giuseppe Ravidà ha letto alcuni passi da “Pagine di giornali”, sezione della raccolta “Poesie 1963 – 2014” di Valentino Zeichen; infine Maria Teresa Collica ha letto alcuni passi dalla “Relazione conclusiva della Commissione parlamentare antimafia dell’A.R.S., inchiesta sul depistaggio di Via D’Amelio”.