Barcellona, sit in di protesta degli operatori del “Famila” per la tutela del diritto al lavoro

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Chiedono rispetto e dignità i quarantacinque lavoratori del punto vendita Famila di Barcellona P.G. che stamattina stanno manifestando davanti al centro commerciale per il loro diritto ad un futuro occupazionale.

I lavoratori, che da mesi non percepiscono né lo stipendio né la cassa integrazione, rischiano di rimanere a mani vuote, se dovesse venire revocata la licenza per inattività all’azienda che li gestisce. Un dramma che colpirebbe come un macigno non solo i diretti interessati, ma anche le rispettive famiglie in una terra in cui diventa sempre più difficile trovare un’occupazione.

Dallo scorso 21 gennaio il supermercato all’interno del centro commerciale, che operava per conto del Gruppo Roberto Abate, risulta chiuso.

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Il Gruppo Abate lavorava con affitto di licenza della G.D.C. a sua volta controllata dalla S.D. ed a sua volta controllata dalla GICAP e dalla Ergon.

A seguito del fallimento del Gruppo Abate la licenza non è rientrata alla GDC né la stessa GDC ha dato alcuna comunicazione circa la ripresa delle attività del punto vendita.

“Di fatto le lavoratrici ed i lavoratori si ritrovano in una sorta di “Limbo occupazionale” – dichiarano Francesco Rubino della Uiltucs – Uil e Francesco Lucchesi della Filcams – Cgil – in cui si ritrovano senza stipendi e senza conoscere il loro futuro occupazionale e preoccupa molto anche il possibile ritiro della licenza se si dovessero superare i dodici mesi di inattività.”

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A tutto ciò si aggiunge che pur essendo di fatto in cassa integrazione, ancora oggi l’INPS non ha pagato il sussidio di cassa integrazione aggravando la situazione economica familiare dei 45 lavoratori.

Ad esprimere solidarietà ai dipendenti era presente il consigliere di Città Aperta Antonio Mami’ ed una delegazione del movimento.