"Dalla terra per la terra". L'artista e fabbro d'arte Demis Martinelli dona al Comune di Furnari un'opera in ferro

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“La mia arte è come un fiore, un fiore che ho piantato 20 anni fa e che ora sta germogliando”Demis Martinelli“Dalla Terra per la Terra”

“Dalla terra per la terra” parla della matrice di ogni cosa, quella madre della quale serve prendersi cura perché da lei, grazie a lei, tutto è cominciato. Dalla terra nasce ogni cosa, ci si affondano i piedi nudi per sentirne a pieno il contatto, ci si riempiono gli occhi della bellezza dei suoi figli, come quella bellezza aggraziata dei fiori che sopravvivono alla schifo del mondo; tanto delicati quanto forti. Così le sculture di ferro mettono radici nella terra fresca che le nutre e svettano verso il cielo per mostrare tutto il loro incanto. E’ da questo concetto che sono nate le sculture dedicate a ciò che dalla terra prende tutta la sua energia: un fiore appena sbocciato nell’attimo più alto del suo splendore. Dalla terra per la terra, in un dare e ricevere che ha un equilibrio perfetto; dai monumenti alla natura, della quale spesso ci si fa beffa. Dal terreno nasce un fiore indistruttibile, dai petali di ferro, fiero del legame indissolubile che avrà per sempre con sua madre: la terra”.
opera-ferro-3-225x300 "Dalla terra per la terra". L'artista e fabbro d'arte Demis Martinelli dona al Comune di Furnari un'opera in ferro
Demis Martinelli si appassiona alla lavorazione del ferro grazie al raffinato artigianato del padre Valerio, ma ben presto inizia un proprio percorso di studio e di ricerca. Frequenta la scuola per la lavorazione del ferro battuto Francesco Ricchino di Rovato e affianca alla fabbricazione di oggetti di uso comune, sedie-sculture e in seguito vere e proprie sculture. Nel 2001 organizza, insieme a Pietro Spoto, la prima Biennale di Soncino intitolata “…”, dove espone per la prima volta e comprende il significato della parola installazione. Nel corso dei due anni successivi continua a esprimersi nelle due forme artistiche, esponendo in varie occasioni e approdando alla “II Biennale di Soncino A Marco” dove installa Nel giardino, un’opera realizzata con tappi di bottiglia in ferro. Gli stessi saranno utilizzati nei primi quadri tridimensionali. Grazie all’aiuto di Luca Bray nel 2003 parte per la Spagna, dove vive e lavora fino al 2004, esponendo a Barcellona e a Madrid.
Dopo aver portato la propria arte anche in Messico, rientra a Soncino, suo paese natale, dove continua a collaborare con il padre e con il fratello Eros. Apre uno studio privato ed elabora un nuovo metodo di lavorazione del ferro battuto, che modella in forme elastiche. Parallelamente a installazioni e sculture si dedica alla fotografia, sempre presente nella sua vita grazie alla passione della madre, Andreina, e degli zii. A partire dal 2004 studia una tecnica per esprimere i propri pensieri incidendo fotografie di nudo femminile, che battezza “scrittura emozionale”. Frequentando l’ambiente artistico entra in contatto con due persone – il tatuatore Jan Zuttion e lo scultore Giacomo Stringhini Ciboldi – che ne forgeranno le tecniche di espressione artistica. Il primo porta Demis all’utilizzo del rosso nelle proprie fotografie, tonalità cromatica che farà da sfondo ai molti ritratti fotografici di personaggi di spicco della scena culturale italiana e internazionale. Inoltre, lo avvicina alle fusion, un metodo pittorico in voga tra i tatuatori. A Giacomo Stringhini Ciboldi, ideatore dell’associazione culturale Quartiere Tre di Castelleone, Demis propone delle fusion di scultura, oltre a collaborare attivamente con l’associazione. Demis, coltiva le sue passioni per scultura e fotografia e attraverso l’esperienza in Messico presso il Residence per artisti Ondarte, inizia a proporre lavori utilizzando il corallo. Propone inoltre lavori fotografici nuovi, in cui ritrae donne messicane con le mascaras della lucha libre immerse nella jungla del centro America. Grazie a questa preziosa esperienza Demis aggiunge numerosi contatti alla sua rubrica e pianifica nuovi viaggi a Sidney, Porto,e Barcellona. Durante l’esperienza della durata di un mese presso la COFA (Accademia di Belle Arti) di Sidney, l’artista propone la sua elaborata lavorazione del ferro e mostra le sue competenze agli allievi dell’Accademia. Crea alcune sculture ispirandosi ai temi della cosmo-politicità, dell’unione tra i popoli e della salvaguardia della natura.
È iniziata anche la serie di esposizioni dedicate al progetto fotografico sugli omini delle Lego, lavoro che lo sta accompagnando in giro per il mondo e che gli consente di trovare nuovi luoghi in cui scattare le istantanee che hanno come soggetto gli omini della sua incredibile ed inarrestabile collezione.
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