La lettera aperta di Luigi La Rosa dopo la sentenza sul processo Aias

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Alla luce della sentenza della Suprema Corte che in data 14/01/2016 ha confermato l’impianto accusatorio relativo alle estorsioni mafiose perpetrate ai danni dell’A.I.A.S. sezione di Barcellona P.G., – scrive La Rosa – mi sorge spontaneo fare una riflessione: la condanna nei confronti di Rao Giovanni (divenuta definitiva) si fonda principalmente sulle dichiarazioni del sottoscritto sulla base delle quali, anche altri soggetti appartenenti al sodalizio criminoso e non sono stati condannati; orbene se più Collegi giudicanti hanno ritenuto credibili le mie dichiarazioni, per ultimo la Suprema Corte, mi chiedo quali elementi in più o in meno erano in possesso del Tribunale Collegiale di Barcellona  nel momento in cui ha emesso la nota sentenza di assoluzione nei confronti di D’Amico Carmelo. Oggi più che mai, appare ancor più palese il grossolano errore in cui è incorso tale organo giudicante. La sentenza assolutoria a suo tempo emessa più che mai si dimostra quanto meno superficiale nella valutazione di quelle prove ritenute schiaccianti da innumerevoli altri Organi Giudicanti. Ciò detto mi auguro che la Giustizia, per chiunque, non sia nel valutare, così poco attenta a fronte di denunce prese con coraggio da parte di chi le ha portate con fiducia al cospetto dell’Autorità Giudiziaria. Sul perché, a suo tempo, il Tribunale di Barcellona abbia operato in siffatta maniera è un interrogativo al quale oggi non è stata data ancora risposta da parte di quegli organi competenti che sono stati informati della vicenda. Per finire, mi auguro in maniera pacata e senza alcuna polemica che i Giudici prima di emettere qualsiasi sentenza, valutino accuratamente le proprie decisioni dalle quali dipende la vita delle persone che nelle loro mani hanno con fiducia posto la sicurezza propria e dei propri familiari”.