Avviare la discussione sui tanti perché di un impegno ! Qualche analista (Polito del Corriere della Sera) in un suo recente libro rappresenta che ‘l’ultimo ventennio della Destra al potere sì è risolto in un fallimento’. Noi non la pensiamo così e consapevoli del fatto che in questo scorcio vi sono stati tanti modi di interpretare il centro-destra in Italia, certamente non sì è visto operare solo una destra ad personam, come qualcuno intende strumentalmente sostenere. Ma vi è stato pure dell’altro. Ma il contesto ci obbliga e ci conduce, di fronte alle emergenti ‘liquide’ paure e precarietà, a nuove considerazioni e nuove esistenziali esperienze. Oggi crediamo che il rischio sia quello di vedere la destra o tutta rinchiusa attorno a Silvio Berlusconi, riconosciuto artefice dell’ultima campagna elettorale, che lo ha visto protagonista e catalizzatore di consensi ovvero oggetto di una diaspora e dispersa nell’evanescente esclusiva rappresentazione di personalismi. Se per un verso pensiamo che Silvio Berlusconi, ai raggiunti 77 anni, non sia sufficiente a dare respiro e prospettiva ad una destra, ad un ‘blocco sociale’, a dei valori, che hanno bisogno e necessità di essere rappresentati, per altro verso scorgiamo l’impellente esigenza di fornire una ‘cultura’ di impianto istituzionale a chi intende militare nel fronte di centro-destra. Le ultime elezioni, momento di passaggio e di sopravvivenza per i più, oggi forniscono una risposta secondo cui gli interessi e gli ideali di questo ‘blocco’ sono forti e vengono prima di una classe dirigente che deve assumersi il compito di canalizzare risorse intellettuali, dare risposte risolutive alle emergenze economiche e sociali e imprimere una direzione di marcia all’Europa per ristabilire equilibri in chiave geopolitica e fronteggiare le speculazioni che provengono da più parti. Insomma oggi chi vuole donare il proprio impegno politico deve mettersi al servizio di una nuova sperimentale strategia che vede al centro e come primo punto all’ordine del giorno quello di far dialogare e poi incontrare, per raggiungere una sintesi virtuosa, le diverse anime che popolano culturalmente, socialmente e organizzativamente il fronte di centro-destra: Nell’intravvedere questa necessità ci assumiamo l’onere di difendere la democrazia bipolare e rappresentativa che viene fuori dal voto espresso dai cittadini italiani e che non merita di essere svuotata da colpi di mano giudiziari, da governi dell’emergenza pseudo-tecnici e da papocchi vari il cui frutto compromissorio rischia di essere più marcio della crisi che si vuole risolvere. E’ tempo, a nostro umile avviso, di evidenziare la priorità che le Istituzioni politiche italiane richiedono aggiornamenti e nuove regole che siano in grado di dare lo scettro del comando agli elettori. E soprattutto che l’attuale contesto pretende di tornare ad uno Stato autorevole solo se ha rappresentanti credibili e che vengono dal basso. Su questi temi siamo convinti che si deve aprire il confronto all’interno del centro-destra per ridare argomenti e orizzonti alla storia vista da destra e soprattutto alla politica declinata a destra che sia in grado di fornire speranza esistenziale a quel ‘blocco sociale’ che merita attenzione e rappresentanza.
Destra di base si riorganizza ed apre il confronto sul proprio futuro
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