Al giorno d’ogginon sono pochi quelli che mettono in dubbio l’autenticità cristiana del culto delle reliquie e disdegnano questo modo popolare e cattolico di pregare ed esprimere devozione. Alcuni arrivano a dire che la venerazione delle reliquie dei santi sarebbe un culto un po’ superstizioso, al limite del pagano, certamente poco spirituale e senza fondamenti nella Bibbia. Proprio la Bibbia invece, nell’Antico Testamento, ci dice quanto le reliquie del patriarca Giuseppe fossero tenute in considerazione da Mosè, in contrasto con la legge ebraica che proibiva di toccare le ossa. Ci dice, inoltre, che quelle del profeta Eliseo erano ritenute miracolose (2 Re 13,21). Negli Atti degli Apostoli poi si racconta che i primi cristiani mettevano sopra i malati fazzoletti con cui avevano toccato san Paolo, e che le «malattie cessavano e gli spiriti cattivi fuggivano» (At 19,12). Marco (6,56) ci racconta addirittura che la gente, quando passava Gesù, era contenta anche solo di toccare la frangia del suo mantello, e che quanti la toccavano erano guariti. È chiaro che è la fede di chi prega a ottenere da Dio la grazia, secondo la sua volontà, ma poiché siamo uomini e donne in carne e ossa, abbiamo bisogno di poter esprimere la nostra fede anche attraverso gesti concreti. Per questo la Chiesa ha sempre approvato il desiderio di quanti vogliono dimostrare il loro affetto ad un santo, anche venerando il suo corpo e chiedendo una grazia davanti alle sue reliquie. Il catechismo della Chiesa cattolica (CCC 1164) ci ricorda che è il «senso religioso del popolo cristiano» ad aver trovato, in ogni tempo, modi di esprimersi e forme diverse di preghiera che prendono il nome di religiosità popolare. Le visite ai santuari, i pellegrinaggi, le processioni e la venerazione delle reliquie dei santi sono facce diverse di questa religiosità, che non può mai dimenticare, però, il posto unico che spetta alla Parola di Dio e alla persona di Gesù Cristo nella vita di fede: “La Chiesa, secondo la sua tradizione, venera i santi e tiene in onore le loro reliquie autentiche e le loro immagini. Le feste dei santi infatti proclamano le meraviglie di Cristo nei suoi servi e propongono ai fedeli opportuni esempi da imitare”.
La Lingua incorrotta del Santo di Padova: un mistero che affascina da 750 anni
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