Abitato da poco più di mille persone delle varie fasce d’età, il quartiere di Portosalvo dista circa tre chilometri dal centro di Barcellona P.G. Sono presenti sul territorio due chiese (più una sconsacrata), una farmacia, un bar, un supermercato-macelleria, un salone di barbiere, un panificio di notevoli dimensioni, l’ufficio postale (aperto a giorni alterni) e la scuola materna-elementare. Vi sono anche due classi della scuola media (seconda e terza) ma quest’anno non si è formata la prima: i genitori hanno preferito spostare i loro figli verso le scuole medie del centro città. Il paese ha la propria banda musicale “Maria Concetta La Porta” diretta dal M° Domenico Conti. Da una quindicina di anni esiste un gruppo teatrale che ultimamente si è aggregato alla parrocchia. Anche per Portosalvo è stata avanzata la proposta della costituzione di un Comitato di quartiere, ma ancora non è stato fatto nulla. Oltre vent’anni fa è stata iniziata la costruzione di un campo sportivo che però non è mai stato completato. E, proprio per mancanze di strutture adeguate, da una decina di anni non ci sono più le squadre di calcio che giocavano in seconda categoria. Per Carnevale veniva allestito un carro allegorico con ottimi risultati ma, per mancanza di spazi, non è più stato fatto. Gli anziani del paese si riunivano in un centro ricreativo che però è stato costretto a chiudere per problemi interni. È fortemente avvertita l’esigenza di una piazza da costruire intorno alla Chiesa dedicata a S. Maria di Portosalvo la cui realizzazione è stata sempre promessa dalle varie amministrazioni comunali ma mai attuata. Da circa due anni, unico riferimento è l’oratorio parrocchiale.
“Sono qui da circa quattro anniVincenzo Oteradurante i quali ho potuto osservare come in questo quartiere le persone vivano un disagio esistenziale e sociale. È vero che si ritrovano e conoscono un po’ tutti, ma, essendo una zona periferica di Barcellona, essa è poco attenzionata. Non c’è l’indifferenza della grande città, ma purtroppo ci sono disservizi che portano all’emarginazione, a non sentirsi parte della polis. La comunità è esposta al rischio di chiudersi in se stessa ed emarginarsi. Inoltre, in questo territorio si vive di piccole e medie imprese che risentono fortemente dell’instabilità economica dovuta alla crisi”. Centro giovanile parrocchiale Oratorio “Giovanni Paolo II”“In oratoriosi svolgono varie attività attraverso le quali ognuno può mettere a frutto i propri talenti. La formazione umana avviene attraverso la fraternità nello stare insieme con vari laboratori: di danza, teatrale, di calcio, di musica/canto, ludico/ricreativo. Tutto passa attraverso una rete comunicativa fra famiglie, scuola, ragazzi, adulti e anziani. C’è posto per tutti, infatti, abbiamo circa duecento tesserati delle varie fasce d’età. Il centro parrocchiale è un luogo di incontro, di formazione ma anche una proposta formativa di fede dove al centro c’è Gesù Cristo. L’Oratorio è una presenza che si fa ascolto, accoglienza e dono”. Giuseppe Saija“Ci sentiamo un po’ trascurati dalle varie amministrazioni comunali succedutesi nel tempoSalvatore MiloneCome un po’ tutte le periferie, quando vi è un guasto passa un lasso di tempo maggiore perché sia riparato rispetto a quanto accade in centro città. Ad esempio, quando vi è stata l’emergenza spazzatura, il paese era invaso dall’immondizia e quando è stata rimossa, il mezzo utilizzato a tal fine ha rotto alcuni marciapiedi che ancora non sono stati aggiustati”.“Nel percorso fatto da questi mezzi pesanti Giovanni Milonec’è la scuola elementare per cui bisognerebbe migliorare la segnaletica stradale abbassando il limite di velocità o introducendo divieti nelle ore di punta”. 















