Si infiamma la polemica in casa Udc: Torre risponde ad Ardizzone

- Politica, Primo Piano

Si infiamma in casa Udc la polemica innescata in occasione dell’elezione del presidente del consiglio Angelo Pino, dopo che i due consiglieri Paolo Calabrò e Massimo Alosi non avrebbero seguito le indicazioni del Comitato cittadino del partito che sosteneva apertamente la candidatura dell’esponente del Pdl.

“I due consiglieri – afferma il segretario comunale del partito, Carmelo Torre – dopo essersi astenuti dal votare secondo le decisioni del Comitato, avrebbero disatteso l’indirizzo politico del partito, in palese contrasto con quanto stabilito dall’articolo 3 dello Statuto dell’Udc che obbliga tutti i soci ad attenersi all’indirizzo generale fissato dalle direttive del movimento. La violazione di questi obblighi, oltre a causare pregiudizio al partito stesso (come ad esempio, la grave rinuncia alla presidenza della Commissione Sanità), ha generato non pochi malumori. A causa della forte indignazione provata nei confronti dell’azione posta in essere da Paolo Calabrò e Massimo Alosi, infatti, diversi soci minacciano di restituire la tessera del partito e di dimettersi dalle cariche rivestite, considerando che l’Udc a Barcellona P.G., é stata messa fortemente in ridicolo”. Tra questi figura anche l’ex consigliere Giuseppe Trifilò, che ha stigmatizzato il comportamento dei suoi colleghi.

In relazione alle dichiarazioni dell’onorevole Giovanni Ardizzone, che ieri in un comunicato ha difeso le posizioni di Alosi e Calabrò, Torre dichiara di non comprendere a quale titolo giungano: “Ardizzone, infatti – afferma – non fa parte  degli organismi statutari di garanzia. Ed, a proposito della sua considerazione in merito ad un presunto nostro stress post-elettorale, riteniamo che le sue esternazioni siano frutto dell’ansia pre-elettorale in vista delle prossime elezioni regionali. L’onorevole Giovanni Ardizzone sarebbe stato certamente di aiuto se avesse condotto una seria opera di ricucitura, dando il giusto peso alle decisioni dei vertici cittadini del partito, anziché portare zizzanie. Reputiamo, inoltre, che a dover rispondere a queste “fughe in avanti” di Ardizzone siano altri, ammesso che si creda ancora in un partito in cui il rispetto delle regole sia un valore”.

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