L’assessore comunale alle politiche giovanili Tindaro Di Pasquale risponde alle attiviste della componente giovanile di Fratelli d’Italia in merito alla costruzione della Consulta giovanile definendola tra le priorità della nuova amministrazione comunale.
“Desidero ringraziare le due attiviste per l’articolo pubblicato e per la richiesta di chiarimenti pubblici sulla Consulta Giovanile. È una sollecitudine che apprezzo sinceramente e che mi offre l’opportunità di proseguire un dibattito aperto, trasparente e costruttivo con tutta la cittadinanza e, in primis, con i nostri ragazzi.
L’ amministrazione della cosa pubblica richiede sempre un’attenta cognizione dei fatti e una lettura rigorosa delle norme”.
“Ad appena venti giorni dal mio insediamento — per l’esattezza lo scorso 20 luglio — ho voluto dare un segnale immediato ed emblematico avviando le procedure per l’adesione e l’aggiornamento dell’Albo delle associazioni giovanili tramite avviso sul sito istituzionale del Comune. Un atto doveroso, dato che l’ultimo aggiornamento risaliva a ben sei anni fa e la mappa del tessuto associativo locale risultava del tutto superata. Inoltre, per garantire una partecipazione autenticamente democratica e non escludere alcuna realtà viva della città, abbiamo di recente disposto una proroga dei termini di questo avviso.
L’aggiornamento dell’Albo non è una mera formalità burocratica, bensì la colonna portante della Consulta. Come le attiviste sicuramente sapranno, l’articolo 4 dello Statuto prevede che dell’Assemblea facciano parte con diritto di voto — insieme ai rappresentanti politici e agli studenti degli istituti superiori — ben quattro componenti designati proprio dalle associazioni giovanili del territorio. Senza un Albo aggiornato avremmo rischiato di estromettere i reali protagonisti di questa nuova stagione; per tale ragione l’avviso specificava chiaramente la sua natura propedeutica alla nascita dell’organismo.
Sotto il profilo regolamentare, mi preme anche chiarire un piccolo equivoco interpretativo: l’articolo 10 dello Statuto dispone che la prima riunione sia convocata “entro un mese dalla sua istituzione”. Tale formulazione si riferisce, sotto il profilo giuridico, all’istituzione dell’organo (ovvero alla sua fondazione storica mediante delibera di Consiglio Comunale) e non certo all’insediamento del singolo Assessore o della compagine di governo. Si tratta di una disposizione di prima applicazione legata al debutto originario della Consulta, avvenuto anni addietro, e non di un termine perentorio legato ad ogni cambio di Giunta.
Nelle ultime settimane, peraltro, ho già avuto il piacere di promuovere diversi momenti di ascolto e confronto con le realtà giovanili di Barcellona Pozzo di Gotto. Proprio da questo dialogo virtuoso è emersa la volontà, per senso di trasparenza e con un grande spirito di condivisione, di proporre al Consiglio Comunale una revisione e modernizzazione dello Statuto prima della nuova costituzione della Consulta, così da renderla uno strumento realmente attuale, dinamico e vicino alle esigenze dei ragazzi.
Dopo anni di stasi ed inerzia, questa amministrazione ha scelto di agire subito con serietà, metodo e rispetto dei regolamenti. La Consulta Giovanile è una priorità cardine del nostro mandato e prenderà vita nel modo migliore, garantendo massima inclusione, trasparenza e partecipazione reale.
Questo assessore, così come l’ intera amministrazione comunale , resta a disposizione per qualsiasi confronto o chiarimento”.














