Si è svolta ieri, presso i Giardini Oasi di Barcellona P.G., “La notte della Rinascita”: una serata che l’Associazione culturale “Genius Loci” e la Pro Loco Manganaro hanno dedicato al regista teatrale Michele Stilo.
Occasione dell’evento i settant’anni dell’inaugurazione del teatro Greco di Tindari che avvenne proprio per impulso dello stesso Stilo, dopo duemila anni di abbandono del bene. Infatti, il 25 agosto del 1956, il regista barcellonese riuscì a concretizzare la sua idea di realizzare un ciclo di spettacoli classici a Tindari, mettendo in scena l’Aiace di Sofocle.
Un’atmosfera suggestiva
La manifestazione è iniziata proprio con il ricordo di quell’evento, del quale gli organizzatori hanno voluto richiamare la suggestiva atmosfera. Gli spettatori, raggruppati nel piccolo teatro all’aperto dei Giardini Oasi, sono stati proiettati nella tragedia del drammaturgo greco con la rappresentazione di alcune scene dell’Aiace, curate da Mariarosa Paratore e interpretate da Zina Giglio e Salvatore Berté.
Una città che ha bisogno di incontrarsi
Successivamente, alla presenza di Luigi Stilo, figlio del regista barcellonese, si sono tenuti i saluti istituzionali dei presidenti della Genius Loci e della Pro Loco Manganaro, rispettivamente Bernardo Dell’Aglio e Salvatore Scilipoti, e dell’Assessore alle Politiche giovanili del Comune di Barcellona P. G. Tindaro Di Pasquale che ha portato i saluti dell’Amministrazione.
Da questo primo momento è emersa un’ulteriore finalità della serata: come ha spiegato Dell’aglio, l’evento, oltre ad onorare Stilo ha voluto costituire un’occasione di incontro per i cittadini; l’assessore Di Pasquale ha ribadito il bisogno della cittadinanza di incontrarsi e ha ringraziato per questo gli organizzatori, auspicando una futura collaborazione con le associazioni presenti sul territorio e comunicando la volontà del sindaco Scolaro di incontrarle al più presto.
Gli interventi commemorativi
Quindi si sono succeduti gli interventi commemorativi di Pippo Bucca, Gino Trapani, Marcello Crinò e Andrea Italiano, che hanno tracciato un profilo di Michele Stilo e della sua attività teatrale.
È stata così progressivamente tratteggiata la figura dell’illustre concittadino, definito da Pippo Bucca un “precursore dei tempi”, profondamente legato alla sua città e al territorio, che seppe coinvolgere a vari livelli diversi artisti locali; in particolare Gino Trapani ha ricordato la collaborazione di Stilo con Bartolo Cattafi.
“L’importanza dell’operazione Tindari – ha affermato Andrea Italiano – non sta tanto nella riapertura del teatro, ma piuttosto nel fatto che non avvenne ad opera di un’istituzione, ma per mano un gruppo di amici che volevano fare qualcosa di grande, con una volontà che fu coltivata da molto tempo. Erano quei genii loci barcellonesi uniti da coraggio e intraprendenza e lui era la punta di diamante di un movimento generale”.
Marcello Crinò ha invece collegato la figura di Michele Stilo con l’antico teatro del quale sono stati ricordati alcuni momenti dei restauri degli anni Trenta e Sessanta, nonché la grandiosa e innovativa scenografia che Stilo fece realizzare in occasione dalla rappresentazione dell’Aiace del ’56.

















