San Francesco 800 anni dopo: una voce che parla ancora al mondo

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Quest’anno ricorre l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, evento celebrato in tutto mondo. Ottocento anni fa infatti, nel 1226 Francesco, sfinito dalle sofferenze, tornò ad Assisi; quindi nell’imminenza della morte venne condotto alla Porziuncola dove trascorse gli ultimi giorni della sua vita terrena, “transitando” a quella eterna la sera del 3 ottobre.

Un luogo simbolico per l’avvio del Centenario

Il rito di apertura dell’VIII Centenario
del Transito di San Francesco si è svolto lo scorso 10 gennaio presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola. L’avvio del Centenario in questo luogo altamente simbolico – si legge sul sito dedicato al centenario della Provincia Serafica O.F.M. San Francesco d’Assisi – segna l’inizio di un tempo di grazia ecclesiale, che invita la Chiesa intera a tornare alle sorgenti della testimonianza francescana, là dove la vita di Francesco si è compiuta nella piena conformità a Cristo povero e crocifisso; il luogo in cui Francesco – come ha sottolineato fra Massimo Travascio OFM, Custode della Porziuncola nel suo saluto iniziale – «ha consegnato alla Chiesa un’eredità di pace, riconciliazione e canto», auspicando che questo Centenario non sia «memoria innocua, ma profezia viva».

La lettera di Papa Leone: Francesco continua a parlarci di Pace

In occasione dell’apertura del Centenario, Papa Leone XIV ha indirizzato alla Famiglia francescana e a tutta la Chiesa una lettera ed una preghiera in segno della Sua partecipazione all’importante evento; nella missiva il tema della Pace è messo in primo piano, una pace che non riguarda solo le relazioni tra gli esseri umani, ma che, nella visione francescana abbraccia l’intero creato minacciato dallo sfruttamento. Scrive il Sommo Pontefice riferendosi a San Francesco: – All’inizio della sua vita evangelica, aveva ascoltato una chiamata: «Il Signore mi rivelò che dicessimo questo saluto: “Il Signore ti dia pace”»[1]. Con queste parole essenziali, consegna ai suoi Frati e a ogni credente lo stupore interiore che il Vangelo aveva portato nella sua esistenza: la pace è la somma di tutti i beni di Dio, un dono che scende dall’Alto. Che illusione sarebbe pensare di costruirla con le sole forze umane! E tuttavia è un dono attivo, da accogliere e vivere ogni giorno[2]. In quest’epoca, – continua Papa Leone – segnata da tante guerre che sembrano interminabili, da divisioni interiori e sociali che creano sfiducia e paura, egli continua a parlare. Non perché offra soluzioni tecniche, ma perché la sua vita indica la sorgente autentica della pace.

L’indulgenza plenaria in occasione del Centenario

In occasione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi la Penitenzieria apostolica ha indetto uno speciale anno giubilare con annesse indulgenze plenarie. Come stabilito con apposito decreto, l’Indulgenza plenaria, applicabile anche in forma di suffragio per le anime del Purgatorio, è concessa ai fedeli alle consuete condizioni visitando una chiesa conventuale francescana o qualsiasi luogo di culto in ogni parte del mondo dedicato a San Francesco.

La figura di San Francesco a Barcellona P.G.

A Barcellona P.G. la figura del Poverello d’Assisi è radicata nei secoli, come testimoniano le tele o altari che ricordano la memoria di San Francesco custodite in diverse chiese parrocchiali e la presenza del convento ormai soppresso dei Cappuccini e di  quello ancora attivo di Sant’Antonio di Padova; qui oltre ai Frati minori, sono presenti le realtà laiche dell’Ordine Francescano Secolare e della Gioventù Francescana che, durante l’anno, proporranno diversi eventi per celebrare il centenario. Presso il convento di Sant’Antonino, infatti, dopo la solenne apertura dell’anno giubilare, seguiranno, durante il percorso, incontri e convegni, concerti, pellegrinaggi, attività per le famiglie e bambini ed eventi dedicati al tema del creato.