“Di là dal fiume… fumo faville e un lungo fischio. Dalla Tranvia alla Villa Comunale” è il titolo della conferenza, tenuta dall’architetto Giovanni Pantano, che ha fatto rivivere la storia della Città del Longano tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento. Al centro dell’incontro, svoltosi sabato presso l’Auditorium san Vito, la tramvia che collegava Barcellona con Messina e che fu attiva dal 1890 al 1928; partendo dalla dalla storia dell’antico mezzo di trasporto, il relatore ha poi illustrato le trasformazioni della parte di città che va dal Palazzo Comunale fino al Teatro Mandanici.
Oltre all’architetto Pantano, docente di arte contemporanea presso l’Università della Terza Età di Barcellona P.G., sono intervenuti la prof.ssa Tanina Caliri, in qualità di Rettrice dell’UTE, ente che ha organizzato la manifestazione aperta a tutta la cittadinanza, e Nino Trapani il quale ha letto la poesia “Cancro” di Bartolo Cattafi, tratta dalla raccolta “L’aria secca del fuoco”, in cui parlando della sua nascita ricorda il passaggio del tram vicino alla sua casa natale nel quartiere Marsalini. Proprio la poesia del poeta barcellonese, insieme al titolo di un romanzo di Ernest Hemingway, è stata il motivo di ispirazione del titolo dell’incontro.
La storia della linea tranviaria
L’inaugurazione della linea tranviaria risale al 1890, tre anni dopo la prima istanza dell’ing. Cesare Allitto, rappresentante della Società Anonima Tranways Siciliani, ente belga gestore del servizio, al Comune di Barcellona P.G. per il passaggio del tranvai; allo stesso anno risalgono l’acquisto del terreno e il progetto dell’ing. D’Amico per la costruzione della stazione, dell’opificio e dei magazzini i cui lavori inizieranno l’anno successivo. Invece nel 1928 venne soppresso il servizio tranviario da Barcellona a Bauso e nel 1932 avvenne la chiusura totale della linea, la quale si snodava per un percorso che da Barcellona arrivava fino a Giampilieri, passando per Faro e Messina, con tredici stazioni e ventiquattro fermate.
Le trasformazioni della città
Durante il suo intervento il relatore Pantano ha anche mostrato documenti e foto, tra cui l’unica ricostruzione della stazione del tram di Barcellona – situata nell’area dove ora sorge il Monumento ai Caduti – ritratta in un dipinto di Iris Isgrò. Attraverso il materiale documentario e ricostruzioni il pubblico presente ha potuto osservare la città attraversata dai binari del tram e lo stesso nelle varie città del percorso, nonché le tappe delle trasformazioni dell’area della stazione tramviaria che, dopo la sua dismissione, è diventata prima sede della Gioventù Italiana del Littorio, per poi lasciare spazio alla Villa comunale col Monumento ai Caduti. Sono stati illustrati anche i mutamenti nel tempo dell’area del Palazzo Comunale della Villa Primo Levi con il Teatro Mandanici. Hanno concluso l’incontro gli interventi dal pubblico di Gaetano Mercadante, sulle scritte dei due obelischi che erano stati eretti in prossimità della stazione del tram, e di Felice Mancuso sulle iscrizioni delle lapidi collocate presso il Monumento ai Caduti.
















