Il professor Francesco Pira nel Comitato Scientifico del Centro Internazionale Scrittori CIS

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Il docente di sociologia dell’Università di Messina  è stato nominato “per le sue alte doti professionali e per la sua profonda umanità”

Il professor Francesco Pira, docente dell’Università di Messina, è stato nominato componente del Comitato Scientifico del Centro Internazionale Scrittori della Calabria che ha sede a Reggio Calabria.

Professore Associato di sociologia dei processi culturali e comunicativi e Direttore del Master in Esperto della Comunicazione Digitale dell’Università di Messina, ha ricevuto nei giorni scorsi una lettera a firma della Presidente del Centro, dottoressa Loreley Rosita Borruto, e della professoressa Paola Radici Colace, Presidente onorario e Direttore Scientifico del CIS, in cui veniva comunicata la nomina.

“A nome del Direttivo e del Comitato Scientifico – hanno scritto – conferiamo la nomina a Componente del Comitato Scientifico del CIS per le sue alte doti professionali e per la sua profonda umanità. Le manifestiamo il compiacimento di noi tutti e la nostra ammirazione per la Sua personalità”.

Il professor Pira aveva tenuto nel mese di gennaio una conferenza organizzata dal CIS sull’Intelligenza Artificiale che ha avuto un ampio successo e che ha spinto i vertici del Centro a chiedergli un suo impegno nel Comitato Scientifico.

“Ringrazio tantissimo – ha dichiarato il professor Francesco Pira- la Presidente del CIS dottoressa Borruto e la Presidente Onoraria e Direttore Scientifico professoressa Radici Colace, il Consiglio Direttivo e il Comitato Scientifico per il conferimento di questa nomina in una Istituzione Culturale apprezzata a livello nazionale e internazionale. Sono felice di dare il mio modestissimo contributo e sono certo che sarà una proficua collaborazione. La Calabria è una terra in cui ho sempre operato e che mi ha regalato tante soddisfazioni. E’ un momento di grande smarrimento sociale e la cultura deve rappresentare un presidio importante per migliorare le nostre esistenze e garantire conoscenza. Anche per vivere in luoghi un nuovo umanesimo, e non tipizzazione e omologazione in non luoghi”.