I presepi viventi sono diventati in questi anni un’occasione per visitare e/o far conoscere alcuni luoghi della città spesso sottovalutati proprio perché non conosciuti.
Uno dei primi presepi interessanti realizzati nella nostra città in un luogo particolare fu quello nella grotta di Santa Venera, una grotta con antistante tempio di epoca bizantino-normanna (non è cosa da poco!). La prima edizione del presepe risale al 1965, per merito di Giovanni Biondo, grande pittore e ceramista barcellonese (1934-2019), con la collaborazione del professore Nino Saya Barresi, allora studente universitario allievo di Maria Accascina, del pittore Nino De Pasquale (1948-2016) e parzialmente dell’architetto Pietro Genovese. In questo presepe c’era un pannello in polistirolo espanso, il “coro angelico”, che fu intagliato da Saya Barresi con un coltello riscaldato. Il pannello fu riutilizzato nelle edizioni successive almeno fino al 1970. Ovviamente fu importante la disponibilità del proprietario del luogo, il signor Giuseppe Genovese (scomparso nel 2012), che successivamente continuò ad allestire il presepe da solo per parecchi anni, per poi sospenderlo definitivamente. Di questo presepe fu stampata a suo tempo anche una cartolina.
Un presepe, di grande impatto visivo, fu quello realizzato nella frazione di Acquaficara, a partire dal 2002. I vari ambienti del presepe si snodavano lungo le stradine dell’antichissimo casale fino a giungere alla grotta della natività realizzata proprio in una grotta naturale. Sfruttavano le antiche case, alcune con retrostante grotta, e alcuni ambienti erano particolarmente interessanti perché allestiti all’interno di case su più livelli con ingressi fronte/retro su stradelle a quote diverse. Molti barcellonesi per la prima volta ebbero la possibilità di percorrere i vicoli di questo borgo, il cui nome antico era Moasi, che sta a significare in arabo “casa nella roccia”, perché le case sono sorte inglobando le grotte che si aprono sul fianco di Monte Sant’Onofrio, alla cui sommità si trovano dei resti archeologici. In epoca medievale ad Acquaficara-Moasi esisteva probabilmente un abitato trogloditico, simile ad altri in Sicilia (Pantalica, Gardutah presso Agrigento), secondo modelli importati nell’isola dai Musulmani.
Altro caso è quello del via Pozzo dei Goti, un vicolo interessato da eventi artistici e da un presepe, in parte vivente, realizzato negli anni scorsi sfruttando le vecchie case disabitate e i magazzini. Anche qui in tanti ebbero la possibilità di vedere la struttura delle antiche abitazioni ad ambiente unico su due livelli, il primo destinato alla vita durante il giorno, il secondo, un soppalco, adibito a zona notte.
Un presepe vivente veniva organizzato inizialmente (2012) nel cortile della chiesetta antica di S. Andrea, poi nel “baglio” della cinque-seicentesca masseria di S. Andrea, in origine della famiglia Colonna (forse di provenienza napoletana) e successivamente dei Muscianisi. Questa masseria presenta interessanti elementi architettonici, quali l’arco d’ingresso con lo stemma della famiglia Colonna, tratti di muratura d’angolo in pietra squadrata nell’edificio principale, forse i resti del palazzo Muscianisi di cui scrive Filippo Rossitto nel capitolo dedicato a S. Gaetano e S. Andrea. All’interno del “baglio”si trova anche un arco in pietra a bugnato. Il presepe, molto suggestivo, era articolato tra spazi chiusi abbandonati e riaperti per l’occasione, e spazi aperti. Tra questi i resti di una “senia” distrutta.
Dal 2019 il presepe di Sant’Andrea è allestito in uno spazio suggestivo, la masseria denominata “Fortunata Duca”, della prima metà del Novecento, identificata da un arco d’ingresso. Prende il nome dall’ultima proprietaria, maestra di professione, vissuta in questo luogo, poi abbandonato e riscoperto e ripulito proprio nel 2019 dall’attuale proprietario, il ragioniere Duca.
Infine nel 2023 il suggestivo presepe realizzato per la prima volta dalla parrocchia di Nasari, e localizzato proprio nella “Cunsaria”, cioè nei luoghi dove si sviluppava la conceria di questo antico borgo situato proprio al margine del centro urbano, un luogo già in anni recenti riscoperto e attenzionato con la realizzazione di mostre di pittura, scultura, incontri di musica e poesia. Nel 2021 è stata anche collocata una targa per ricordare l’antica attività di lavorazione delle pelli animali, cessata nel 1995 con la morte di Lorenzo Gitto, erede di un’attività che andava avanti da tre generazioni. Il luogo, per le sue caratteristiche ambientali, si presta molto per realizzare un presepe vivente, con i suoi vicoli e la sue stradine scoscese spesso con gradoni.
Tutte queste esperienze non devono andare perdute. La conoscenza e la fruizione dei luoghi non deve essere limitata solo al momento dei presepi o degli eventi culturali, peraltro apprezzabili, che in gran parte avvengono di sera, in maniera suggestiva ma non adatta ad una piena visione. Bisogna intervenire in qualche modo per valorizzare i luoghi e i beni culturali per poterli fruire anche di giorno, alla luce del sole.
I presepi viventi barcellonesi del Natale 2023: Nasari “Cunsaria”; Parco Jalari; Portosalvo; Oratorio suore via Manganelli; Convento S. Antonio di Padova e Masseria S. Andrea.


















