Brolo, peculato e falso in atti pubblici: assolto in appello il ragioniere Arasi

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La Corte d’Appello di Messina, in totale accoglimento del ricorso presentato dagli avvocati Pinuccio Calabrò e Fabio Marchetta, ha annullato la pesante condanna alla pena di anni 4 anni e mesi 6 di reclusione comminata in primo grado dal Tribunale di Patti (presidente Scavuzzo, estensore La Spada) nei confronti del Rag. Carmelo Arasi, responsabile dell’area economico-finanziaria del Comune di Brolo fino al 2014. Al pubblico ufficiale era altresì stata applicata la pena accessoria dell’Interdizione perpetua dai pubblici uffici, ora decaduta, unitamente ad un provvedimento di confisca per equivalente di beni mobili ed immobili.

L’ex dirigente comunale, nel 2013, era stato accusato dalla Procura di Patti di peculato e falso in atto pubblici per essersi appropriato, in concorso con un privato cittadino, della somma di circa 40 mila euro, distraendola delle casse comunali mediante l’emissione in suo favore di falsi mandati di pagamento con causali generiche, ed ove per di più si attestavano spese in realtà mai autorizzate dsll’Ente, ovvero spese maggiori di quelle dovute.

In primo grado il Tribunale Pattese li aveva ritenuti entrambi colpevoli dei reati contestati dai P.M., condannando anche il privato, difeso dall’avvocato Lucio Fonti, alla più lieve pena di anni 2 e mesi 8 di reclusione.I legali hanno invece dimostrato innanzi ai magistrati della Corte D’Appello che i mandati di pagamento erano stati emessi quale corrispettivo di altrettante richieste di pagamento per prestazioni occasionali realmente svolte dal privato, negli anni 2010-2013, come autista del Servizio “Taxi Amico”, istituito con apposita Delibera di Giunta per fornire assistenza a disabili ed anziani, sotto la gestione del Settore Servizi Sociali.

Pertanto, contrariamente a quanto ritenuto in primo grado, non poteva configurarsi nessuna distrazione di denaro pubblico in favore di privati, attesa la corrispondenza tra gli esborsi e la finalità istituzionale perseguita, seppur in difetto d’una delibera di giunta che ne avesse formalizzato l’assunzione. Il comune di Brolo, costituitosi parte civile, è stato rappresentato dall’avv. Antonino Spiccia.