Acquaficara: tra tradizioni e mancanze

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Il quartiere di Acquaficara, situato su una collina, appare agli occhi del visitatore come un vero e proprio paesaggio da cartolina. Purtroppo però oltre alla bella vista non offre molto. È abitato da circa settecento persone, per la maggioranza anziani. Non c’è un bar o un centro ricreativo che possa essere punto di incontro per i residenti. La scuola materna-elementare è stata chiusa per mancanza di iscrizioni. Nella zona vi è una piccola piazzetta, una bottega tabacchino, una fontana e un abbeveratoio (con tanti bei pesciolini rossi!) recentemente puliti e sistemati da alcuni uomini del paese. La fonte d’acqua è un luogo dove riunirsi, incontrarsi e parlare. Durante la stagione della raccolta delle olive, vi è un frantoio che lavora a pieno regime. Vi è la squadra di Acquaficara calcio, allenata da Francesco Mazzeo, che lo scorso anno ha ottenuto la promozione in Seconda Categoria. Da quest’anno una scuola di ballo offre lezioni nei locali della scuola. La chiesa principale è dedicata a Santa Maria del Piliere ma, nella zona storica del paese, vi è anche la chiesetta di San Giuseppe. Unico riferimento forte per tutto il territorio è la parrocchia che usufruisce, in comodato d’uso da parte del Comune di Barcellona, dei locali della scuola materna per svolgere attività di catechesi e ricreative. In particolare queste ultime riguardano la sagra della Spincia organizzata ogni anno in piazza per la festa di San Giuseppe (durante la messa del mattino vi è anche la benedizione del pane) e il presepe vivente a cui la zona più antica del paese, per la sua disposizione urbanistica,  si offre come perfetta cornice. Oltre a questi due momenti, che vedono coinvolti la maggior parte degli abitanti, sono pochi gli spazi e i momenti per l’aggregazione delle varie fasce d’età.

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Don Josef EllulCaterina LanzaAcquaficara1-300x225 Acquaficara: tra tradizioni e mancanzeAcquaficara-calcio-300x207 Acquaficara: tra tradizioni e mancanze