Il Pronto Soccorso dell’Ospedale Piemonte resterà temporaneamente chiuso dal 31 agosto all’11 ottobre 2026 per consentire lo svolgimento di urgenti interventi di manutenzione e adeguamento degli impianti, con particolare riferimento alle aree di Cardiologia e UTIC. Una sospensione che, secondo UIL FP e FP CGIL Messina, rischia di avere ripercussioni significative sull’intera rete dell’emergenza-urgenza cittadina.
A intervenire sono Livio Andronico, Segretario Generale della UIL Funzione Pubblica Messina, e Antonio Trino, Segretario Generale della FP CGIL Messina, che chiedono alle istituzioni di rendere pubblico, prima dell’avvio della sospensione, il Piano Operativo Emergenziale predisposto per gestire l’aumento degli accessi negli altri ospedali cittadini.
“Chiediamo risposte prima del 31 agosto, non spiegazioni dopo che le criticità si saranno eventualmente verificate. Quando si modifica per oltre un mese l’assetto dell’emergenza-urgenza di una città, nulla può essere lasciato al caso.”
UIL FP e FP CGIL precisano di non contestare la necessità degli interventi di manutenzione al Piemonte. La preoccupazione riguarda invece le conseguenze della sospensione del Pronto Soccorso e la capacità degli altri presidi di far fronte all’eventuale incremento dei pazienti.
Una parte dell’utenza che normalmente si rivolge al Piemonte, infatti, potrebbe concentrarsi sui Pronto Soccorso dell’A.O.U. “G. Martino” e dell’A.O. Papardo.
“Non basta dire che i cittadini saranno indirizzati verso gli altri ospedali: bisogna spiegare come questi saranno messi nelle condizioni di assorbire il maggiore afflusso senza compromettere sicurezza, tempi e qualità dell’assistenza.”
Personale, turni e potenziamento dei servizi
Tra le principali richieste c’è quella di conoscere la stima dei maggiori accessi previsti al Policlinico e al Papardo e, soprattutto, le misure adottate sul fronte degli organici.
I sindacati chiedono dati dettagliati sulle eventuali unità aggiuntive di dirigenti medici, infermieri e OSS, con indicazione dei potenziamenti previsti nei diversi presidi e nei singoli turni.
L’aumento dei pazienti, però, non riguarderebbe esclusivamente i Pronto Soccorso. Un maggiore afflusso potrebbe tradursi anche in un incremento degli esami diagnostici, delle attività di laboratorio, delle consulenze specialistiche e dei ricoveri, oltre che delle attività chirurgiche nei casi che lo rendessero necessario.
Per questo UIL FP e FP CGIL chiedono di sapere se siano stati programmati potenziamenti per Laboratori, Radiologie, sale operatorie e servizi specialistici, compreso l’eventuale incremento del personale tecnico, come TSLB e TSRM.
Il nodo del sovraffollamento
Un altro punto considerato prioritario riguarda il rischio di sovraffollamento dei Pronto Soccorso e dei reparti di degenza.
Le organizzazioni sindacali chiedono di conoscere preventivamente quali aree e quali posti letto siano stati individuati per gestire un eventuale aumento dei ricoveri e quali procedure siano state definite per i pazienti che dovessero comunque recarsi al Piemonte durante la sospensione e necessitare successivamente di un trasferimento.
L’obiettivo, secondo UIL FP e FP CGIL, è evitare che la chiusura temporanea di un presidio produca un effetto a catena sull’intero sistema dell’emergenza messinese.
Particolarmente netta è infine la posizione dei due sindacati sulla gestione del personale.
“Respingiamo sin d’ora qualsiasi ipotesi di affrontare l’emergenza aumentando semplicemente turni, straordinari e carichi del lavoro del personale già in servizio. Medici, infermieri, OSS, tecnici sanitari e gli altri professionisti non possono diventare l’ammortizzatore delle insufficienze organizzative del sistema. Tutelare i cittadini significa anche tutelare chi ogni giorno garantisce l’assistenza.”














