Focus24live dentro i fatti con l’intervista al legale della famiglia Campanella, Avv. Filippo Barbera, per fare il punto sul caso e mandare dei messaggi importanti, anche in vista del prossimo 25 novembre – Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
Caso Sara Campanella, l’avvocato Barbera: “Indagini ancora in corso per valutare ulteriori responsabilità. Il suo esempio deve insegnare a non sottovalutare nessun segnale”
“Non è giusto che eventuali ulteriori responsabilità rimangano impunite“. Con queste parole l’avvocato Filippo Barbera, legale della famiglia Campanella, fa il punto sul procedimento giudiziario legato al femminicidio di Sara Campanella, la giovane studentessa dell’Università di Messina uccisa brutalmente da un suo conoscente.
A distanza di mesi dal delitto, la Procura di Messina prosegue le indagini per verificare possibili responsabilità precedenti e successive all’omicidio. “La famiglia ha presentato un esposto-denuncia – spiega Barbera – per accertare se altri, a conoscenza dello stato ossessivo dell’assassino, avrebbero potuto intervenire per tempo. Le indagini sono in corso e attendiamo gli esiti“.
Una laurea alla memoria e la nascita dell’associazione “Sara Campanella”
Nelle scorse settimane, l’Università di Messina ha conferito a Sara la laurea alla memoria, in una cerimonia toccante alla presenza delle più alte cariche istituzionali e di numerosi studenti. In quell’occasione, la famiglia ha annunciato la nascita dell’associazione in memoria di Sara Campanella, nata per diffondere i valori e il messaggio della giovane vittima, oltre che per promuovere iniziative di sensibilizzazione contro la violenza di genere.
“È stato un momento di grande dolore ma anche di speranza – racconta Barbera – perché il ricordo di Sara continuerà a vivere come monito per le giovani donne: non sottovalutare mai determinati segnali, anche quelli che sembrano minimi”.
Un femminicidio che “riscrive la storia”
Secondo l’avvocato, il caso Campanella “ha riscritto la storia dei femminicidi in Italia”. A differenza di molti altri episodi, Sara non aveva alcuna relazione con il suo assassino, né aveva ricevuto vere e proprie avvisaglie di pericolo. “La violenza è maturata in modo silenzioso e ossessivo – spiega Barbera –. L’assassino aveva pianificato tutto, acquistando il coltello mesi prima. Purtroppo nessuno, nemmeno i colleghi o chi gli stava vicino, poteva immaginare quanto stesse accadendo“.
In vista del 25 novembre: il messaggio dell’avvocato Barbera
Alla vigilia del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, l’avvocato Barbera rivolge un messaggio forte:
“La vicenda di Sara ci insegna a non sottovalutare mai i segnali, nemmeno i più lievi. Serve un impegno collettivo: famiglie, scuola e società devono imparare a riconoscere e fermare comportamenti patologici prima che si trasformino in tragedie. Le donne devono avere il coraggio di segnalare, ma anche chi è vicino agli uomini che mostrano atteggiamenti ossessivi deve saper intervenire e arginare“.
Un appello che diventa un monito per tutti, alla vigilia di una giornata che ricorda, ogni anno, quanto la violenza di genere resti una piaga sociale ancora aperta.














