A chiudere la settima giornata della Festa del Cinema è stato il carpet della regista premio oscar Chloè Zhao, a seguito di una giornata ricca di emozioni e proiezioni ricche di significato.
La Sinopoli ha, quindi, accolto Hamnet di Chloé Zhao, premio Oscar® nel 2021 per il miglior film e la migliore regia con Nomadland. Il film racconta la storia di una giovane donna che, immersa in un bosco, dorme rannicchiata nella culla formata dalla radice emersa di un albero secolare.
Si chiama Agnes e quando Will la vede s’innamora subito di lei. Will è il giovane William Shakespeare, che riesce a sposarla nonostante l’ostilità delle famiglie e ad avere con lei tre figli, Susannah e i gemelli Judith e Hamnet. Ma un lutto li colpisce, quando il drammaturgo lavora già a Londra, e Hamnet diventa Hamlet.
Tra le star italiane è tornata sul carpet la meravigliosa Luisa Ranieri, che ha presentato la nuova Fiction Rai “La Preside”, che andrà in onda da gennaio 2026. La serie illustra, nella cornice dell’Istituto Ortense di Napoli, la storia della preside Eugenia Carfora che è riuscita a riabilitare l’istituto e a salvare i ragazzi dal destino della periferia partenopea, caratterizzato da criminalità e analfabetismo. È una storia che offre un esempio positivo per tutti i coloro che vivono in contesti di degrado. “Questi esempi sono importanti perché sono una speranza per tutti quei professori che cercano modelli di persone che non voltano la faccia dall’altra parte e che si mettono in gioco”, la dichiarazione di Luisa Ranieri al riguardo.
Luca Lucini ha presentato, invece, il suo nuovo film “Stella Gemella”, che si snoda tra le ansie e le insoddisfazioni dei giovani protagonisti, interpretati da Martina Gatti e Matteo Olivetti, la mentalità ristretta di paese e il bisogno di aria, di idee nuove, di complicità e solidarietà. Appare anche come un’importante critica sociale nei confronti della società bigotta e chiusa, che viene smossa soltanto da un evento miracoloso e insolito allo stesso tempo. Vuole offrire, con i toni della commedia, una speranza di cambiamento della nostra società, che è ritenuto possibile dai protagonisti del film come dichiarato ai nostri microfoni.
Le interviste complete in pressline qui:














