Legambiente Sicilia, Zanna e Ceraolo chiedono la bonifica della discarica di Mazzarrà Sant’Andrea

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Il presidente di Legambiente Sicilia, Gianfranco Zanna, e Carmelo Ceraolo, presidente del circolo del Longano, attraverso una nota, chiedono la bonifica della discarica di Mazzarrà Sant’Andrea e l’avvio di un progetto, nel rispetto delle norme, per realizzare i nuovi impianti per gestire i rifiuti in modo produttivo, eliminare i pericoli attuali e far risparmiare i cittadini.

“La Sicilia ha bisogno d’impianti per gestire i rifiuti – affermano Zanna e Ceraolo – non ha più bisogno di discariche, nuove o ampliate. E quelle che ci sono bisogna chiuderle prima possibile e bonificarle La discarica di Mazzarrà rappresenta una delle pagine più vergognose di come sono stati gestiti i rifiuti nella nostra regione negli ultimi 20 anni, adesso però dobbiamo voltare pagina e batterci perché, oltre alla bonifica del sito, si realizzino quegli impianti moderni ed efficienti per gestire in modo virtuoso i rifiuti e affermare anche in Sicilia l’economia circolare.”

“La ‘SRR Messina provincia’ si è posta l’obiettivo di realizzare degli impianti per accogliere i rifiuti, innanzitutto dei Comuni dell’intero comprensorio, e farli diventare una risorsa. Altrimenti, si continuerà, per ancora molti anni, a portare i rifiuti di Barcellona Pozzo di Gotto, Terme Vigliatore, Furnari, Capo d’Orlando e di tutti i Comuni limitrofi a centinaia di chilometri, riempiendo altre discariche. E i cittadini di questi paesi dovranno continuare a pagare TARI sempre più care per coprire i costi anche dei trasporti. L’impianto di digestione anaerobica, cioè senza aria, quindi senza alcuna emissione di cattivi odori, risponderebbe a tante esigenze di chi vive e lavora in questa parte della provincia di Messina: gli sfalci, le potature, gli altri sottoprodotti agroindustriali, sarebbero con la frazione organica della raccolta differenziata – che resta per noi la priorità e la vera e seria risposta all’emergenza che continuiamo a vivere dopo 20 anni – trattate per diventare compost di qualità e fertilizzante per le nostre campagne sempre più desertificate e povere di azoto e per i vivai della zona, al posto degli additivi chimici usati adesso. Inoltre, sarebbe prodotto del biometano da mettere in rete e che domani si potrebbe usare anche per alimentare i mezzi pubblici come gli scuolabus, contribuendo alla decarbonizzazione della nostra regione.”

“Seguiremo con la massima attenzione – concludono – quali sviluppi ci saranno per arrivare ad una nuova vita del sito di contrada Zuppà, che deve chiudere con un triste e pericoloso passato e aprire una prospettiva di futuro sostenibile e produttivo. Legambiente guarda avanti, vuole continuare a confrontarsi con tutti i protagonisti del territorio, dalle istituzioni alle associazioni, dai comitati civici a chi opera e produce, ma lo vuole fare sapendo che questo è il tempo del coraggio e della coerenza, dove non sono più ammissibili le facili semplificazioni o quei comportamenti che alimentano la disinformazione tra i cittadini: questi sono comportamenti irresponsabili. Noi ci mettiamo la faccia e indichiamo una soluzione seria e concreta ai problemi dei nostri territori”.