Conte annuncia nuovo Dpcm: chiusure diverse tra Regioni, mezzi pubblici al 50%, Dad scuole medie

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Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel corso del suo intervenuto alla Camera ha riferito le nuove misure anti Covid che entreranno in vigore entro mercoledì.

Il capo dell’esecutivo, dopo un confronto con i capi delegazione della maggioranza ha anticipato alcune norme, anche se non sono esclusi altri ritocchi nelle prossime ore. Tra le misure che entreranno nel Dpcm, limiti a spostamenti verso Regioni più a rischio e adottare a livello nazionale “limiti alla circolazione delle persone nella fascia serale più tarda”. Nel provvedimento si prevede la didattica a distanza per le scuole di secondo grado. Il governo prevede inoltre a livello nazionale la riduzione al 50% del limite di capienza dei mezzi pubblici locali. Chiuderanno nei giorni festivi e prefestivi i centri commerciali ad eccezione di negozi alimentari parafarmacie e farmacie ed edicole dentro i centri. Prevista la chiusura di musei e mostre, ma anche di corner per le scommesse e giochi. 

“Nel prossimo dpcm – afferma Conte – indicheremo 3 aree con tre scenari di rischio con misure via via più restrittive. L’inserimento di una Regione avverrà con un’ordinanza del ministro della Salute. Questi scenari dovranno tener conto dell’indice di replicabilità del virus, dei focolai e della situazione dell’occupazione dei posti letto negli ospedali.”

Come preannunciato sarà disposto un coprifuoco, una limitazione alla circolazione delle persone che fino ad ora era previsto dalle 23 o dalle 24. Il coprifuoco potrebbe essere disposto alle 21, ma il premier non ha specificato un orario. Questo provvedimento, a quanto si apprende, non ha incontrato un consenso unanime. Italia viva vorrebbe che si spostasse alle 22. Allo stesso modo su una possibile chiusura dei ristoranti la domenica il confronto sarebbe aperto. 

“L’aumento dei contagi è anche il risultato di un’accresciuta capacità di screening – ha sottolineato il Premier – c’è una rilevante differenza rispetto alla prima ondata. Abbiamo, rispetto a marzo, i dispositivi di protezione, che vengono distribuiti anche alle scuole. Su questo l’Italia è autosufficiente. Ogni giorno vengono distribuite 11 milioni di mascherine chirurgiche agli studenti. Non stiamo subendo un’eccessiva pressione alle terapie intensive, abbiamo poco più della metà dei posti letto attivati, ma c’è una pressione negli altri reparti. Il commissario Arcuri ha annunciato una fornitura di 10 milioni di test rapidi che verranno distribuiti alle Asl, ai medici di medicina generale, che verranno distribuite pure alle scuole. Sarò possibile far crescere ulteriormente la capacità di screening della popolazione italiana, arriveremo nei prossimi giorni fino a 350mila test al giorno. Potremo anche disporre di personale medico militare qualora ce ne fosse bisogno.”