Si innalza direttamente dai più giovani una voce che segnala le criticità legate ai collegamenti e al trasporto pubblico per raggiungere i poli universitari Papardo e Annunziata dell’Università di Messina, partendo da Barcellona Pozzo di Gotto e dai paesi limitrofi.
A raccontare la problematica, cellulare alla mano per testimoniare ogni step di questo difficoltoso viaggio, sono i Terronissimi. I giovani content creator barcellonesi – Antonino Puliafito, Samuele Calabrò e Giuseppe Sottile – tramite un video social ironico e tagliente, hanno voluto dare voce a studenti e viaggiatori che ogni giorno si ritrovano a percorrere la tratta da Barcellona Pozzo di Gotto e dal comprensorio.
I trasporti verso Papardo e Annunziata: poche le corse disponibili
In primo luogo, i giovani hanno sottolineato la difficoltà che incontrano nel raggiungere il polo universitario Papardo per le poche corse Ast disponibili. Una difficoltà che, in realtà, non coinvolge soltanto i numerosissimi studenti della zona, ma anche tutti coloro i quali vogliano recarsi presso il presidio ospedaliero.
“Per raggiungere il Papardo – scrivono i Terronissimi – una delle soluzioni più comode è l’AST, l’Azienda Siciliana Trasporti, che con i suoi autobus collega diverse località direttamente con questa zona. Apparentemente, tutto ok. Peccato che le corse per raggiungere il Papardo siano soltanto due: alle 7:00 e alle 7:45. E per il ritorno? Beh, anche qui abbiamo soltanto due possibilità: alle 13:15 e alle 17:15.
Questo significa autobus sovraffollati, soprattutto al ritorno, perché nessuno vuole rischiare di restare a piedi. Ma significa anche creare enormi disagi agli studenti universitari: pensate a chi ha lezioni che iniziano dopo le 11, a chi finisce poco dopo le 13:15 o a chi termina le lezioni dopo le 17:15. Come si fa?
E il problema non riguarda soltanto gli studenti!
Ipotizziamo che una persona debba andare in ospedale per una visita fissata alle 13:00. Se non disponesse di un mezzo proprio, potrebbe essere costretta a partire alle 7:45 e a tornare a casa soltanto alle 17:15. Per una visita medica. Vi sembra normale?”.
Le soluzioni alternative non bastano
Le soluzioni alternative, come sottolineano i giovani, esistono ma non sarebbero proprio accessibili e ottimali.
Non tutti, riflettono, possiedono un’automobile o hanno la patente, né possono permettersi le spese di carburante ed usura. Allo stesso tempo il treno, che richiede anche una spesa maggiore, potrebbe essere un’alternativa, per la quale però bisogna incastrare più coincidenze con i vari Atm e attendere più a lungo, perdendo tempo prezioso. Anche un’altra linea di autobus Ast, con corse più numerose, percorre la tratta verso Messina, giungendo a Boccetta, da dove è necessario prendere altri mezzi di trasporto al fine di arrivare alla meta. La partenza, in ogni caso, va quindi anticipata e il ritorno posticipato, come sottolineano i giovani, anche richiedendo di rientrare a casa dopo le 20:30.
I Terronissimi riflettono sulla situazione:
“Direte: «Eh vabbè, nella vita bisogna fare sacrifici!».
E su questo siamo pienamente d’accordo. Siamo i primi a farne, soprattutto quando si tratta di studiare e costruirsi un futuro. Ma siamo davvero sicuri che non esistano soluzioni migliori?
Investire nella sanità e nell’istruzione significa anche permettere a studenti, pazienti e cittadini di raggiungere le strutture in cui devono studiare, curarsi o lavorare. Perché il diritto allo studio e alla salute passa anche dalla possibilità concreta di arrivarci senza fare il viaggio della speranza”.
La precedente segnalazione all’Ast
Già lo scorso anno, comunicano i Terronissimi, era stata inoltrata una segnalazione all’Ast per cercare di trovare una soluzione, portando ad uno scambio sulla criticità in oggetto per la quale i ragazzi avevano proposto l’inserimento di una corsa intermedia verso i poli Papardo e Annunziata.
In quell’occasione, però, pur prendendo in carico la richiesta, l’Azienda aveva riferito la difficoltà di inserire una nuova corsa, soprattutto non essendoci la certezza di un numero consono di viaggiatori per la tratta.
Ora il gruppo ritorna quindi sul tema, chiedendo nuovamente risposte e lanciando un appello alle istituzioni affinché attenzionino tali disagi.















