Tripi-Abakainon: la conferenza del celebre egittologo Hawass

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Più di quattrocento persone hanno partecipato all’evento, organizzato presso La Rosa dei Venti di Campogrande, di Zahi Hawass, uno tra i più celebri egittologi del mondo. Per lo studioso si è trattato della sua terza tappa siciliana, nelle due giornate precedenti, infatti, ha tenuto conferenze sia a Palermo che a Catania.

L’iniziativa, promossa dal Comune di Tripi-Abakainon con il sostegno del Ministero della Cultura, nell’ambito delle iniziative legate al PNRR – Next Generation EU, ha rappresentato un momento di particolare rilievo per il territorio, ponendo al centro il valore della ricerca archeologica e della valorizzazione del patrimonio storico.

Il sindaco Michele Lemmo ha inaugurato la manifestazione, introducendo lo studioso alla platea e ringraziandolo per aver accettato l’invito.

«Per Tripi-Abakainon – ha detto Lemmo – si tratta di un evento prestigioso e di grande valore culturale. Ringrazio Zahi Hawass per aver scelto il nostro comune, la sua presenza qui assume particolare rilievo perché Tripi custodisce l’antica Abakainon, sito archeologico al centro della valorizzazione culturale del territorio»

Lo studioso Hawass ha accompagnato la platea in un lungo viaggio nell’Antico Egitto attraverso immagini, filmati e slide. Prezioso frammenti sono stati i racconti derivati dalla sua esperienza di ricerca sul campo. Il vero nucleo della serata, infatti, sono state le sue memorie che hanno restituito ai presenti il fascino di un mestiero che combina, ogni giorno, ricerca scientifica e passione.

Nel corso della serata è stata presentata l’autobiografia “L’Uomo con il Cappello”, un volume di trecento pagine articolato in diciotto capitoli, nel quale Hawass ripercorre le tappe più significative della propria vita professionale e personale.

Hawass a Tripi: un significato particolare

La presenza di Hawass a Tripi non è stato un passaggio occasionale, ma un richiamo alla storia e alla tradizione del luogo.
L’antica Abakainon, insediamento di origine sicula e successivamente caratterizzato dalla presenza greca e romana, rappresenta infatti uno dei patrimoni archeologici più significativi dell’area dei Nebrodi.
Sono state proprio le campagne di ricerca condotte nel territorio che hanno consentito negli anni di riportare alla luce importanti testimonianze dell’antico insediamento e, in particolare, della necropoli di contrada Cardusa e dell’area archeologica di contrada Piano. Le evidenze emerse dagli scavi contribuiscono alla ricostruzione dell’organizzazione urbana, della vita quotidiana e delle dinamiche economiche e sociali di una comunità che ebbe un ruolo significativo nella Sicilia antica.

Un patrimonio che oggi l’amministrazione comunale considera non soltanto una testimonianza del passato, ma una risorsa strategica per il futuro del territorio.

«Un evento – conclude il primo cittadino – sembra far partire sotto una buona stella l’imminente nuova campagna scavi da duecentocinquantamila euro che porterà alla luce un’altra importante porzione di Agorà»