Dopo i disagi segnalati nella frazione di San Biagio a Terme Vigliatore, anche Mazzarrà Sant’Andrea con l’improvvisa sospensione dell’attività del dottor Antonino Pennino, costretto a interrompere il proprio lavoro per gravi motivi di salute, rimane priva di un presidio essenziale di medicina generale, creando forti disagi per centinaia di cittadini.
Il medico, punto di riferimento del territorio da oltre 23 anni, assisteva più di 700 pazienti nel Comune e numerosi altri provenienti dai paesi limitrofi. La sua assenza improvvisa ha determinato una situazione di particolare difficoltà soprattutto per anziani, persone fragili e pazienti affetti da patologie croniche, che oggi si trovano senza un medico di medicina generale di riferimento.
La richiesta urgente del sindaco all’Asp
Per fronteggiare l’emergenza, il già sindaco Carmelo Pietrafitta ha inviato una richiesta formale al Direttore Generale dell’Asp di Messina e al Direttore del Distretto sanitario competente, chiedendo l’assegnazione immediata di un nuovo medico di medicina generale.
La nota, controfirmata da numerosi assistiti, evidenzia come la situazione sia diventata insostenibile e richiama l’urgenza di garantire la continuità dell’assistenza sanitaria sul territorio. Nella lettera si sottolinea che la cessazione dell’attività del dottor Pennino ha provocato “una situazione di forte disagio per numerosi cittadini assistiti”, ricordando come il professionista rappresentasse da anni un punto di riferimento sanitario per l’intera comunità.
“Garantire il diritto alla salute”
Nella richiesta, il già sindaco evidenzia inoltre che il territorio era già stato interessato dalla riduzione del numero dei medici di medicina generale a seguito del pensionamento di un altro professionista. Per questo motivo chiede all’Asp di individuare con la massima tempestività un nuovo medico disponibile a operare nello studio già esistente, così da assicurare la continuità dell’assistenza sanitaria e limitare i disagi per la popolazione.
L’obiettivo, si legge nella nota, è quello di “garantire ai cittadini un adeguato punto di riferimento sanitario”, tutelando il diritto alla salute attraverso un servizio essenziale e di prossimità.














